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Pronto soccorso Boscotrecase, ovvero il nastro dell’ipocrisia

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18.06.2026

C’è qualcosa di profondamente stonato nel vedere amministratori sorridenti davanti a un nastro da tagliare quando quel nastro, in realtà, dovrebbe ricordare sei anni di ritardi, omissioni e sofferenze. Per questo, la riapertura del pronto soccorso di Boscotrecase non può essere raccontata come una pagina di buon governo.

Semmai rappresenta il simbolo di una lunga stagione di cattiva amministrazione che oggi qualcuno tenta di trasformare in una medaglia da appuntarsi sul petto. Sia chiaro: la riattivazione del presidio di emergenza è una buona notizia. Lo è per le centinaia di migliaia di cittadini dell’area vesuviana che per troppo tempo hanno visto limitato un diritto fondamentale.

Ma proprio perché si tratta di una buona notizia, non può essere utilizzata per riscrivere la storia. La verità è semplice. Non c’è nulla da festeggiare quando si restituisce dopo sei anni ciò che ai cittadini spettava di diritto. Per sei anni un territorio vastissimo è rimasto privo di un presidio essenziale.

Per sei anni si sono accumulati disagi, ritardi, trasferimenti verso altri ospedali già sovraccarichi. Per sei anni la Regione Campania ha trovato mille spiegazioni ma nessuna soluzione. E oggi gli stessi protagonisti di quella stagione pretendono di presentarsi come gli artefici di una rinascita.........

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