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Calo dispersione scolastica, ma non era impossibile?

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15.04.2026

Ve le ricordate le catastrofiche analisi dei soliti soloni della sinistra che, quando si discuteva di scuola e di fuga dai banchi, liquidavano la questione come un dramma del degrado sociale senza mai avanzare uno straccio di proposta?

O meglio risolvendola in fiumi di analisi e soldi (pubblici ovviamente) investiti in paginate di studi affidati ai soliti intellettuali amici per poi ridurre il tutto agli “effetti di una stagione culturale di arretratezza e di disagio che viene da lontano nel tempo…”.

Bene, sono stati tutti smentiti. Oggi, grazie al Governo di centrodestra e allo straordinario lavoro messo in campo dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, in meno di quattro anni è stato dimostrato, coi fatti, che non solo si poteva voltare pagina, ma soprattutto centrare l’obiettivo.

Bastava “semplicemente” intervenire con una politica mirata e la giusta visione. I dati diffusi nei giorni scorsi dall’Istat certificano la svolta: la dispersione scolastica in Italia nel 2025 ha registrato l’8,2%. È un dato eccezionale se si considera che il traguardo è stato tagliato con ben 5 anni di anticipo e con otto punti sotto la soglia - il 9% - fissata da Agenda 2030 dell’Unione europea.

Una vera e propria rivoluzione se si rapportano i dati al 2020 quando il nostro Paese mancò l’obiettivo - fissato al 10% - registrando una dispersione scolastica del 14,2%! Sono stati smentiti anche coloro che, appena qualche anno fa, ritenevano impossibile che l’Italia potesse competere con gli standard degli altri Paesi europei: invece, la Germania, nel........

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