Libertà dalla politica per sport e arte
Cari amici lettori, nell’antica Grecia, quando gli atleti partecipavano ai giochi di Olimpia, tutte le operazioni belliche erano sospese. Lo sport, cioè, era considerato incompatibile con la guerra. Questo, però, significava anche che non erano concepite sanzioni sportive per motivi di politica estera.
Oggi questo principio non sembra più valido. Si parlava di una possibile esclusione della nazionale iraniana dal campionato di calcio 2026 (con il possibile rientro dell’Italia che io, come molti, consideravo poco dignitoso). Ora, In occasione dell'apertura del congresso Fifa, tenutasi a Vancouver nella giornata di giovedì scorsi il Presidente della Fifa, Gianni Infantino, ha ribadito che l'Iran parteciperà ai Mondiali 2026 e giocherà negli Stati Uniti, per il girone in cui è stato inserito assieme a Belgio, Egitto e Nuova Zelanda.
Questo avviene nonostante l’Iran sia in guerra con il paese ospitante, in omaggio al principio olimpico. Qualcuno, però dovrebbe spiegarmi perché, da anni ormai, la Russia non partecipi alle gare sportive di livello mondiale. Questo avviene benché la Russia non molesti le altre nazioni con attività terroristiche, come fa invece l’Iran utilizzando gruppi che spesso cambiano sigla e........
