Aborto e infanticidio: la cima di un pericoloso vulcano
Cari amici lettori, vi ho già parlato della maternità, ricordando che essa, nella storia e nella coscienza del popolo cristiano, è incarnata e consacrata nella persona della Vergine Maria.
Il discorso torna di attualità, con la notizia che è stata ripulita la “Ruota della Nunziata”. Quella ruota, che si trova nella strada dei presepi (significativa combinazione fra il presepe, simbolo della natività, e una struttura che aveva la funzione di riparare le conseguenze di una maternità indesiderata), fu celebrata da Ferdinando Russo in un meraviglioso sonetto, intitolato appunto «'A ròta d'a Nunziata», di cui vi trascrivo la prima quartina:
«Cchiù spisso èra na mamma, ca purtava,dint' 'o sciallo, quaccòsa arravugliata:na criatura. E dòppo na guardatasott’uócchio, dint'‘a rota ll'apusava.»
La creatura era ritirata all’interno dalle monache, che ne curavano la crescita e l’educazione.
Ma la più grande esaltazione della madre è nella poesia di Salvatore di Giacomo: il poeta racconta di un figlio che, indotto a questo delitto da “na ‘nnammurata malamènta”, ha ucciso la madre per portarne a quell’infame il cuore. La vicenda così........
