Finalmente scoperto lo scandalo del boom delle targhe polacche
È notizia circolata alla fine della scorsa settimana che il fenomeno della cosiddetta ‘esterovestizione’ dei veicoli è finalmente stato preso in esame dalle autorità costituite. Dio mio, c’è voluto qualche lustro perché la pratica di targare con cittadinanza polacca o più in generale orientale i nostri centauri venisse all’orecchio di chi ha il potere di porvi rimedio, ma meglio tardi che mai. In tanti c’eravamo accorti ci fosse un’eccedenza di motociclisti provenienti da Varsavia a circolare per le vie cittadine, ed a circolarvi in modi alquanto spavaldi – quelli di chi ha poco da temere – ma le reazioni dei tutori dell’ordine stentavano a farsi notare. O, meglio, non c’erano affatto, e forse non potevano esserci.
Ma un dato ancor più di rilievo, almeno a quello che mi pare di poter considerare, quella notizia ha recato con sé. A quanto che è stato possibile appurare, sull’intero territorio nazionale, la flotta con targhe dell’Est – polacche, prevalentemente – annovererebbe circa 53.000 unità. Una cifra, peraltro, non particolarmente preoccupante, se si pensa che sul territorio nazionale sono registrati in circolazione circa cinquanta milioni tra vetture e motocicli. Perciò, poco più dello 0’1 % del circolante s’è ricordato d’essere convintamente cittadino europeo, risparmiando così su premi assicurativi e sanzioni stradali. Il dato invece di maggiore interesse, e non solo per la circolazione stradale, mi sembra un altro: che di quei 53.000 fan del Manifesto di Ventotene, ben 33.000 sono in giro nelle strade della nostra città. Nella sua abnorme........
