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Capodimonte celebra l’amore oltre il rito

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17.02.2026

Il Museo e Real Bosco di Capodimonte ha deciso di dedicare una due giorni al tema dell’amore, in corrispondenza della festa di San Valentino. L’allestimento è stato pensato d’intesa con l’Associazione Amici di Capodimonte che meritoriamente, ormai da molti anni, si dedica alla valorizzazione di quella importantissima realtà monumentale e museale che si deve alla magnificenza carolina in singolare coalescenza con gli ‘occupanti’ francesi del decennio 1806-1815.

Può sembrar strano che capolavori dell’arte tardo rinascimentale e barocca vengano posti al servizio di una tra le più commerciali e prosaiche ricorrenze nazionali. Ma anche di una tra le più godute e sentite da parte delle fasce generazionali più giovani e quindi cariche di futuro. Ma strano, in fin dei conti non è.

L’arte figurativa classica, ai suoi tempi, svolgeva un compito comunicativo molto importante e serviva a trasmettere tradizione e conoscenze, ad un tempo dilettando e affinando il gusto. I soggetti ai quali i pittori s’informavano erano quelli che venivano dalla tradizione.

Della tradizione sacra,  ovviamente, ma anche di quella epica, dei modelli trasmessi dalla letteratura lirica, dai miti, dalle idealizzazioni del tempo che fu, assicurando a tutto ciò una continuità ed un valore coesivo, che nel tempo hanno contribuito a dare volto alla civiltà occidentale. Già, civiltà occidentale.

Ma cosa possiamo intendere per civiltà occidentale? A cosa crede, o meglio ha creduto, la civiltà occidentale, cosa ha fatto........

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