menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Aspettando Palazzo Madama la Meloni rimesta la palude

3 0
previous day

Giorgia Meloni agita la palude. Dopo le spudorate polemiche dell’opposizione e il “no” di quella trentina di traditori della maggioranza all’emendamento per l’introduzione delle preferenze, presentato dalla premier e dal governo, con 217 sì, 152 no e 2 astenuti, la Camera ha ripristinato, per la seconda volta in due giorni, e distanze fra maggioranza e minoranza e dato il primo via libera alla riforma della legge elettorale.

Ora non resta che aspettare il Senato, dove forse si cercherà di recuperare l’emendamento del governo bocciato a Montecitorio. Al Senato, per sfortuna dell’opposizione, non esiste il voto segreto. Ma questo significherebbe eventualmente esporsi a una terza lettura a Montecitorio, con il ritorno della “segretezza”.

Conviene? A parere personale, no! Significherebbe correre lo stesso rischio dei quattro furbetti del quartierino: Conte, Schlein, Bonelli e Fratoianni, diventati cinque con l’ingresso in squadra del segretario di Europa, Magi, presentatore dell’emendamento sulla sottoscrizione digitale per la presentazione delle liste, bocciato dall’Aula con 138 voti favorevoli, 222 contrari e 7 astenuti.

Fossi in loro, starei cercando una “tana” dove nascondermi per la vergogna. Non contenti di aver vinto sulle preferenze e senza tenere conto che quella vittoria era stata più merito di un manipolo di traditori........

© Roma