Quando il cinema racconta la guerra senza filtri e ipocrisie
“Warfare - Tempo di guerra”, proiettato nei nostri cinema proprio in questi giorni, rappresenta uno dei più importanti e provocatori film di guerra degli ultimi anni: un'opera che sfida le convenzioni del genere cinematografico bellico per mostrarci la guerra come è davvero, da che mondo è mondo, attraverso un realismo sconvolgente e a tratti brutale e un’immediatezza dura e viscerale che lascia lo spettatore senza respiro.
Diretto a quattro mani da Alex Garland e Ray Mendoza, il film emerge, infatti, come un'operazione cinematografica di straordinaria onestà artistica e morale. Mendoza, ex militare nel corpo speciale del Navy Seal statunitense con oltre sedicianni di servizio, è un veterano della guerra in Iraq.
La sua amicizia con Garland si trasforma in un sodalizio creativo quando decide di condividere con lui i suoi ricordi di guerra, in particolare quelli legati alla terribile e sanguinosa battaglia nella città irakena di Ramadi, nel 2006. Il film si basa, infatti,esclusivamente sui ricordi e le testimonianze dirette di Mendoza e degli altri membri della sua unità del Navy Seal.
Ed è proprio questa la particolarità della pellicola: Garland e Mendoza scelgono deliberatamente di fondare la narrazione soltanto sulla memoria, piuttosto che su una ricostruzione........
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