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Da Guadalajara al fronte dell’Est: la guerra nuova dei “narcos”

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09.03.2026

Immaginate una città messicana trasformata in campo di battaglia: barricate di auto in fiamme, droni che lanciano cariche esplosive, elicotteri che sfrecciano bassi. È quanto accaduto a Guadalajara il 21 febbraio scorso, quando un'operazione delle forze speciali messicane - sicuramente supportata da intelligence americana e probabilmente anche da “consiglieri” sul campo- ha eliminato Nemesio Oseguera Cervantes, noto come "El Mencho", capo del Cartello Jalisco Nueva Generación, o CJNG, il gruppo criminale più potente del Messico. 

La Presidente messicana Claudia Sheinbaum ha subito rivendicato il successo in un discorso televisivo, sottolineando come il Messico stia combattendo i cartelli che inondano gli Stati Uniti di fentanyl e cocaina per miliardi di dollari all'anno. Così facendo ha inteso tranquillizzare, davanti all’opinione pubblica internazionale, il Presidente Donald Trump che aveva minacciato interventi diretti degli Usa contro i narcos, accusando il Messico di essere "controllato dai cartelli".

Le immagini giunte da Guadalajara richiamano alla mente le classiche scene di guerriglia in contesto urbano:strade bloccate da camion incendiati, sparatorie, civili terrorizzati. I cartelli della droga messicani, infatti, oramai dalunghi anni non sono più bande di trafficanti più o meno ben........

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