menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

L’Europa della competitività non può più aspettare

12 0
25.06.2026

Le domande che l’Europa dovrebbe porsi oggi sono semplici ma decisive. Perché un giovane ingegnere formato nelle università campane trova spesso maggiori opportunità a Monaco, Amsterdam o Boston che a Napoli?

Perché tante idee innovative nate in Europa finiscono per svilupparsi altrove? Perché troppi capitali europei finiscono per finanziare crescita, ricerca e innovazione fuori dall’Europa? E perché le nostre imprese, pur eccellendo per qualità, creatività e capacità produttiva, si trovano troppo spesso a competere con strumenti inferiori rispetto ai grandi concorrenti globali?

La risposta non riguarda soltanto l’Italia. Riguarda il futuro dell’Europa. Le riflessioni del governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, riportano al centro una questione decisiva: il nostro continente non può più limitarsi a gestire le emergenze. Dopo la crisi finanziaria, la pandemia, la guerra alle porte dell’Europa e la crescente competizione tra Stati Uniti e Cina, è arrivato il momento di costruire una strategia di lungo periodo fondata su crescita, innovazione e competitività.

Per troppo tempo la parola competitività è stata guardata con sospetto, quasi fosse in contrasto con la tutela sociale. È vero il contrario. La competitività non è un concetto riservato agli economisti. È ciò che determina il livello dei salari, la qualità dell’occupazione e le opportunità offerte ai giovani.

Non esistono salari più alti........

© Roma