Una sorpresa nella prima Enciclica di Papa Leone XIV
Nella prima Enciclica di Papa Leone XIV, Magnifica Humanitas, pagina 35, al paragrafo 213, nel capitolo “Costruire la civiltà dell’amore”, si legge: “Uno scrittore cattolico del Novecento, John Ronald Reuel Tolkien, per bocca di uno dei protagonisti di un suo romanzo, ha descritto così la nostra responsabilità: «Non tocca a noi dominare tutte le maree del mondo; il nostro compito è di fare il possibile per la salvezza degli anni nei quali viviamo, sradicando il male dai campi che conosciamo, al fine di lasciare a coloro che verranno dopo terra sana e pulita da coltivare [187] ».
Precisando in nota: [187]: “J.R.R. Tolkien, The Lord of the Rings. Part III: The Return of the King, New York 1965, 190”. Vale a dire la prima edizione tascabile americana dell’opera e non quella inglese di dieci anni prima e che evidentemente il futuro Pontefice acquistò ed ha conservato, ed ora ha citato.
Si tratta di un pensiero di Gandalf, il saggio mentore della mitica Terra di Mezzo, e che, non dimentichiamolo, era un mago... Siamo a questo paradosso, che nei primi anni Duemila quando scrissi le introduzioni ai diversi libri Bompiani di e su Tolkien e lo difendevo … da ‘chi’ lo difendevo?
Sin dagli anni 70 quando Rusconi stampò il suo capolavoro in un unico ponderoso volume, lo difendevo dagli intellettuali progressisti, Umberto Eco buonanima in testa, i quali dicevano che era uno scrittore, possiamo usare il termine?, ecco, dicevano che era reazionario e addirittura “fascista” per mille motivi a cominciare dall’ambito editoriale che lo pubblicò (Rusconi, appunto), da chi se ne occupò (Cattabiani, Principe, Zolla), dal suo contenuto simil-medievale e cavalleresco e dai suoi lettori considerati “di destra” (il PCI proibiva tassativamente ai suoi ragazzi di leggerlo e loto lo........
