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Il peso del processo sul notaio galantuomo

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30.01.2026

Gentile Direttore, l’aria della tragica scomparsa del notaio Sabatino Santangelo ha colpito profondamente tutti quelli che lo conoscevano come professionista e come uomo. Io ho frequentato più da vicino il fratello Mario, professore universitario di Chirurgia dei Trapianti, uno dei massimi esponenti internazionali in questo settore. Ambedue di elevate qualità umane e grande professionalità. Ambedue “prestati” alla politica, in quanto l’uno è stato consigliere regionale, vicepresidente dell’Assemblea ma, soprattutto, assessore alla Sanità nel periodo in cui Bassolino era presidente della Regione ed io capogruppo di Forza Italia.
Su campi opposti politicamente, come si suol dire, ma da subito reciproci estimatori, poi grandi amici, ricordando le nostre comuni radici irpine e le esperienze della prima gioventù.
Anche quando si completarono la VI e VII legislatura ed ognuno di noi continuò il proprio lavoro nei rispettivi campi d’origine — Mario a trapiantare fegati, salvando letteralmente vite umane, io al mio lavoro di ufficiale generale del Commissariato Militare — continuammo a frequentarci, con appuntamento fisso nella mia casa di Cervinara per la festa del 4 ottobre, giorno di San Francesco.
La conoscenza con Sabatino avvenne anch’essa in occasione di un incontro in luogo istituzionale-elettivo. Mi fu chiesto, infatti, a distanza di anni in cui ero........

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