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Quando il voto è “personale ed eguale, libero e segreto”

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25.03.2026

C’è un equivoco che si è lentamente sedimentato nelle democrazie occidentali, fino a diventare senso comune: votare sarebbe una facoltà, non un dovere. Una possibilità tra le altre, esercitabile o meno a seconda dell’umore, dell’offerta politica o della convenienza personale. Nulla di più sbagliato. La democrazia non è un sentimento: è una procedura. E quella procedura comincia e finisce con il voto.​La Costituzione italiana lo afferma con chiarezza: il voto è “personale ed eguale, libero e segreto”. Ma aggiunge un inciso troppo spesso dimenticato: il suo esercizio è un dovere civico. Non una gentile concessione, non un diritto opzionale, bensì una responsabilità verso la comunità. In Italia, fino al 1993, il voto era definito “obbligatorio”. La rimozione di quel carattere non è stata un atto neutro: ha sancito il passaggio del voto da pilastro della cittadinanza a bene di consumo........

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