L’intesa Trump-Putin e il gatto di Londra
L’intesa tra Donald Trump e Vladimir Putin può stupire soltanto coloro che ostinatamente osservano e interpretano le cose per come vorrebbero che fossero, non per quelle che sono. Gli inquilini della Casa Bianca e del Cremlino hanno semplicemente, a una ventina di giorni dalle elezioni di ‘mid term’, tirato le somme dei colloqui, negoziati, richieste e controrichieste, mòniti, assicurazioni e promesse puntualmente inevase. Dal voto di metà mandato Trump uscirà come “anatra zoppa”: parere comune degli istituti demoscopici. Il presidente Usa è già riuscito in passato a smentire talvolta i sondaggi. Prova a ripetersi. ‘Mission impossible’? Il Partito democratico non ha un leader ma una mezza dozzina di aspiranti tali che guardano alle urne… delle presidenziali. Trump punta a conservare almeno il Senato. E ha chiesto a Volodymyr Zelensky di non colpire le raffinerie russe perché pure negli Stati Uniti, massimo esportatore, il prezzo del petrolio risponde alle dinamiche economico-finanziarie internazionali. Non come nel Vecchio Continente, certo, ma il carburante costa di più e manda in bestia gli elettori americani. Zelensky ha risposto con un – sintetizziamo - ‘vedremo che cosa posso fare, intanto mi........
