Salim, l’odio contro tutti: un gesto dimostrativo. Si indaga sull’ipotesi auto-addestramento
Il 31enne Salim El Koudri (a sinistra), accusato di lesioni gravissime e strage: è in cella di isolamento al carcere Sant’Anna di Modena
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Modena, 22 maggio 2026 – Una rabbia, un odio che covava dentro da chissà quanto tempo, contro tutti: la società in generale e chi, forse, nella sua testa lo aveva rifiutato. Ore, mesi, trascorsi sui dispositivi informatici, sui numerosi telefonini, sul pc osservando, studiando ancora non si sa cosa. Le mail contro i cristiani inviate all’università, quelle – numerose – ai centri per l’impiego in cui con insistenza, senza nascondere rancore, chiedeva quel posto di lavoro che credeva di meritare.
“Non ci sono parole di scuse, non so se riusciremo a guardare mio fratello Salim negli occhi”: l’audio in lacrime di Carmen
Poi, con tutta quella rabbia dentro (che allo stato non ha legami con la patologia: disturbo schizoide di personalità) un giorno, quel sabato maledetto, è uscito di casa, con il coltello afferrato in cucina ed è arrivato a Modena – probabilmente non a caso – in pieno giorno e in pieno centro per travolgere più persone possibile. È presumibile che sapesse che lì avrebbe trovato ben più innocenti da colpire rispetto a........
