Truffe sulle assicurazioni, la mappa in Italia. Il professore: così aumentano i prezzi per tutti /
Frodi assicurative, la mappa delle città sotto osservazione in Italia (Fonte: ultimo rapporto Ivass, riferito al 2023)
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Napoli, 11 aprile 2026 - L’ultima relazione dell’Ivass stima in 216 milioni il risparmio ottenuto dalle imprese assicurative nel 2023 grazie all’attività antifrode. Antonio Coviello, ricercatore del Cnr e professore di marketing assicurativo all’università Suor Orsola Benincasa di Napoli.Qual è in generale il quadro in Italia?
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“Il fenomeno purtroppo è inarrestabile, le truffe continuano ad essere una vera piaga del sistema assicurativo italiano”.
Si riferisce alle compagnie o ai cittadini?
“Le compagnie sicuramente subiscono le frodi. Ma a loro volta le scaricano sui consumatori, aumentando i premi. Mi occupo da questo fenomeno da oltre vent’anni. E mi è stato sempre riferito che costa di più cercare di combattere il presunto sinistro fraudolento che liquidarlo. Soprattutto quando gli importi sono di piccola e media entità. Così l’assicurato corretto si trova a pagare di più, soprattutto in determinate zone”.
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Qual è la percentuale dei sinistri fraudolenti accertati?
“Bassa, di poco superiore al 2%. Ma è solo la punta dell’iceberg. Ovvio che i rischi non possono essere eliminati in blocco. Ma si può fare di più per cercare di ridurli, evitando che comportino conseguenze economiche. Per questo a volte rimprovero al sistema assicurativo di non fare abbastanza”.
Non solo rc auto: la mappa delle frodi assicurative coinvolge tutta Italia. In Lombardia si ripetono gli incendi dolosi di capannoni, in Campania e Puglia i falsi incidenti, con lesioni e furti.
“Molto ricorrente è anche il filone sanitario: ci sono bande, ad esempio africane, specializzate nelle finte malattie”.
Chi governa le frodi assicurative?
“Il panorama è vario. Sicuramente è in campo la criminalità organizzata, italiana e straniera. Però ci sono anche singoli assicurati che talvolta, di fronte a un premio considerato oneroso, in caso di sinistro provano a gonfiarlo, oppure a inventarne uno fasullo. La cronaca ci regala continuamente notizie su inchieste che coinvolgono anche medici compiacenti, pronti soccorsi dove c’è un vero e proprio mercato delle radiografie false. Di recente, è capitato in un ospedale campano. Le forze di polizia si impegnano per quanto è di loro competenza. Ma ormai il fenomeno è così diffuso che si riesce difficilmente a venirne a capo. La legislazione italiana potrebbe fare di più”.
A questo link le info su Consap
“Tanti anni fa proposi una bad company, una compagnia per gli assicurati che hanno una media di due-tre o quattro incidenti all’anno. Perché le possibilità sono due: o abbiamo a che fare con imbranati o si tratta di falsi sinistri. Fatto sta che quelle persone vanno messe sotto osservazione e devono pagare di più. Ma non si possono scaricare i costi delle truffe su tutti i cittadini, anche su quelli che sono onesti”.
Esiste una cifra certa che dica quanto ci costano davvero le frodi assicurative?
“Non si può fare una stima corretta, dal punto di vista scientifico. Perché sono molto più numerose quelle non appurate ma sospette”.
Anche l’Ivass nelle sue relazioni parla di “sinistri esposti a rischio frode”.
“E bisognerebbe chiedere alla Consap quanto paga ogni anno. Perché è l’organismo statale che gestisce anche il Fondo di garanzia per le vittime della strada e quindi copre tutti gli incidenti provocati da pirati, da veicoli non assicurati o non coperti perché le polizze sono fasulle o dai veicoli con le famigerate targhe polacche, che solo a Napoli sono oltre 30mila. La somma finale è davvero alta, la definirei scandalosa”.
Tra le ultime inchieste si torna a Bari, con decine di rinvii a giudizio per finti incidenti e frodi.
“La cosa riguarda tutta Italia, a macchia di leopardo. Sicuramente in certe zone del Mezzogiorno le assicurazioni funzionano ancora come ammortizzatore sociale. Vero che in alcune aree questo fenomeno è più forte, ad esempio nel Napoletano, nel Casertano, nel Foggiano. Ma diversi anni fa uno studio ha dimostrato che la città con più carrozzerie che falsificano gli incidenti è Milano e quella con il maggior numero di sinistri in assoluto è Prato, naturalmente in proporzione agli assicurati”.
Quindi la vera vittima di tutta la storia è chi paga correttamente l'assicurazione.
“Sicuramente, chi paga onestamente è colui che viene massacrato dal sistema assicurativo che ha bisogno di una vera rivoluzione, ma non si riesce a fare”.
“Le compagnie dovrebbero sicuramente aumentare le cosiddette aree speciali, che però costano. Sono strutture con personale specializzato, per combattere le truffe assicurative e cercare di contrastarle. E ancora non viene sfruttata fino a fondo la tecnologia. Ricordo che nel lontano 1999 in un libro scritto con l’ex prefetto della Polizia di Stato Maurizio Vallone, proponevo un'anagrafe dei testimoni, perché l’allora vice questore scoprì persone che facevano false testimonianze anche 300 volte in un anno, nello stesso giorno e nello stesso orario avevano il dono dell'ubiquità, erano presenti in più posti”.
La truffa che va per la maggiore oggi?
“Adesso vanno forte quella sui natanti, barche che affondano per recuperare il risarcimento. Il principio è lo stesso degli incendi ai capannoni: quando le cose non vanno bene si vuole cercare di recuperare e si dà fuoco al locale o si commissiona l’azione a qualcuno”.
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