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La morte di Claudio Sterpin. La genetista: è stato l’uomo della prima svolta

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14.02.2026

Trieste, 14 febbraio 2026 – Che impatto  ha la morte di Claudio Sterpin nel caso Resinovich? Inchiesta oggi per  omicidio, indagato il marito di Liliana, Sebastiano Visintin.  Per qualcuno l’86enne ex maratoneta è stato un grande accusatore, per tutti un innegabile protagonista. “Adesso finalmente sa come è andata davvero, conosce la verità”, è commossa Marina Baldi, la genetista nel team che assiste la nipote di Liliana Resinovich, Veronica. L’unica persona che si è sempre tenuta lontana dai riflettori.

Il ruolo di Claudio Sterpin nel caso Resinovich

“Quando ho saputo che era morto ho provato un grande dispiacere – confida la dottoressa Baldi -. In questi anni se non ci fosse stato lui questo caso sarebbe stato archiviato presto come suicidio. Sterpin ha fatto denuncia in questura e si è detto convinto subito che ci fosse qualcosa di strano. La mia sintesi? Che proprio lui abbia portato alla svolta iniziale”.

Baldi è anche certa che non ci siano mai state zone d’ombra nel comportamento dell’ex maratoneta, “perché mai si sarebbe andato a buttare in questo calderone? Nessuno sapeva della sua esistenza. Con le sue dichiarazioni, al contrario, ha fatto emergere la realtà di un rapporto matrimoniale che solo all’apparenza era felice”.

Ma ora mancherà qualcosa nella ricostruzione di questa storia? “Quello che doveva dire lo aveva detto”, è la conclusione della genetista. 

A marzo sono attese le conclusioni dei periti su centinaia di reperti, tra questi i coltelli sequestrati a Visintin.

A suo giudizio, chi è il personaggio più luminoso di questa storia? “La vittima, la povera Lilly”, non ha dubbi Marina Baldi.

Che cosa aveva dichiarato Claudio Sterpin il 15 dicembre 2021

La mattina del 15 dicembre 2021 – il giorno dopo la scomparsa di Lilly – Sterpin si era presentato in questura e aveva raccontato di aver saputo la sera prima verso mezzanotte della denuncia di scomparsa fatta dal marito di Liliana, convinto dagli ex vicini di casa Gabriella Micheli e Salvatore Nasti. Proprio l’uomo aveva informato Sterpin. La conoscenza con Lilly risaliva a quarant’anni prima, grazie alla frequentazione degli stessi ambienti sportivi, il mondo della corsa e dell’ultra maratona. Quella frequentazione, nel racconto di Sterpin alla polizia, era ripresa quattro mesi prima, quando Liliana “si era offerta di venire a darmi una mano nelle faccende domestiche quasi ogni martedì, ed avevamo intrapreso una relazione sentimentale che si concretizzava, quasi esclusivamente, di martedì. Solitamente passavano la mattinata assieme, talvolta pranzavamo e facevamo visita ai rispettivi parenti al cimitero”.

Sterpin è stato l’ultimo a sentire Lilly al telefono la mattina della scomparsa. Liliana lo aveva chiamato, ha spiegato, per avvisarlo di un ritardo sul loro appuntamento perché doveva passare dal negozio di telefonia. Ma una verifica ha dimostrato che nessuna l’aveva mai vista.


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