Referendum giustizia, le date non cambiano: si vota il 22 e 23 marzo. Pd: “Arroganza del governo, vogliono addomesticare la magistratura”
Roma, 7 febbraio 2026 – Cambia il quesito, non la data. Il governo ha deciso di mantenere inalterati i giorni del 22 e 23 marzo per lo svolgimento del referendum sulla riforma della giustizia, pur cambiando il testo del quesito dopo l'ordinanza della Cassazione. La decisione è arrivata al termine del Consiglio dei ministri, indetta proprio perché la Corte Suprema ha accolto la versione formulata dal comitato dei 15 giuristi 'volenterosi' che hanno promosso la raccolta di firme di 500mila cittadini.
"Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Giorgia Meloni, vista l'ordinanza dell'Ufficio centrale per il referendum comunicata il 6 febbraio 2026, ha deliberato di proporre al Presidente della Repubblica, per l'adozione del relativo decreto, di precisare il quesito relativo al referendum popolare confermativo già indetto con il decreto del 13 gennaio 2026 nei termini indicati dalla citata ordinanza, fermo restando lo stesso decreto", si legge nel comunicato diffuso al termine del Cdm.
"Pertanto, il testo del quesito del referendum già indetto per i giorni 22 e 23 marzo 2026 viene precisato come segue: "Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo "Norme in materia di........
