Dazi, Trump non arretra e attacca i giudici della Corte Suprema. Tariffa globale del 10% in vigore da martedì 24 febbraio: chi colpirà
Roma, 21 febbraio 2026 – Dazi, Trump non arretra. Il presidente degli Stati Uniti, dopo la sentenza della Corte Suprema americana che sostanzialmente ritiene illegittima l’imposizione di tariffe doganali per decisione del presidente Usa (è materia che riguarda il Congresso), come nel suo stile rilancia: attacca i giudici e impone un nuovo dazio globale al 10%.
L’attacco di Trump alla Corte Suprema
"Quei membri della Corte Suprema che hanno votato contro il nostro metodo dei dazi, del tutto accettabile e corretto, dovrebbero vergognarsi. La loro decisione è stata ridicola, ma ora inizia il processo di adeguamento e faremo tutto il possibile per incassare ancora più soldi di prima". Lo scrive su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump che in serata ha aggiunto che questi giudici “subiscono influenze esterne”.
Il rilancio: “Nuovi dazi del 10%”
Secondo un comunicato della Casa Bianca, l'ordine esecutivo firmato da Donald Trump che impone una nuova tariffa globale del 10% entrerà in vigore il 24 febbraio per un periodo di 150 giorni, con esenzioni per alcuni settori, tra cui l'industria farmaceutica, nonché per le merci che entrano negli Stati Uniti nell'ambito dell'accordo Stati Uniti-Messico-Canada. Questa nuova aliquota si applica anche ai Paesi o blocchi che hanno firmato accordi commerciali con Washington, come Unione europea, Giappone, Corea del Sud e Taiwan, che avevano, ad esempio, concordato un'aliquota tariffaria massima del 15%. "E' per me un grande onore aver appena firmato, dallo Studio Ovale, una tariffa globale del 10% su tutti i Paesi, che entrerà in vigore quasi immediatamente", ha scritto Trump sul suo social Truth.
La decisione di Trump
Il nuovo provvedimento è stato adottato usando la Sezione del Trade Act del 1974, una legge commerciale mai attuata prima, che consente al presidente d'imporre dazi temporaneamente per far fronte a "grandi e gravi deficit della bilancia dei pagamenti degli Stati Uniti" o altre situazioni che presentano "problemi fondamentali nei pagamenti internazionali". Per imporre dazi finora Trump era ricorso a una legge del 1977, l'International Emergency Economic Powers Act che conferisce al presidente ampi poteri sulle transazioni economiche internazionali in caso di emergenza nazionale. L'afflusso di droga negli Stati Uniti e il deficit commerciale "ampio e persistente" sono stati entrambi utilizzati dal presidente Usa per giustificare il ricorso alle misure di emergenza.
La Corte Suprema ha detto no
Tuttavia, con una decisione di 6 voti contro 3, l'alta corte ha stabilito che quella legge non autorizza Trump a imporre i dazi. Il pronunciamento della Corte Suprema ha colpito uno dei pilastri dell'agenda economica della Casa Bianca. La sentenza mette in discussione la legalità delle tariffe doganali annunciate in occasione del 'Liberation Day', nonché dei dazi imposti sulle importazioni dalla Cina, dal Messico e dal Canada. Una decisione che Trump ha definito appunto "una vergogna". Tra i pareri contrari ci sono stati anche quelli due giudici da lui nominati nel corso del suo primo mandato alla Casa Bianca. "Cio' che e' successo oggi con i due giudici della Corte Suprema degli Stati Uniti che ho nominato, che piaccia o no, non sembra mai accadere con i Democratici. Votano contro i Repubblicani, e mai contro se' stessi, indipendentemente da quanto siano valide le nostre argomentazioni", ha annotato Trump.
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Ma Wall Street la prende bene
Ieri seduta in rialzo a Wall Street, dopo che la Corte Suprema ha bocciato i dazi imposti da Donald Trump. Il presidente statunitense ha poi lanciato un duro attacco ai giudici e ha annunciato nuove tariffe globali del 10%. Le azioni sono balzate dopo la sentenza, con gli investitori che hanno visto la decisione come un potenziale sollievo per le aziende gravate dai maggiori costi derivanti dai dazi. Ha anche attenuato le preoccupazioni per l'inflazione, che ancora affligge l'economia statunitense. Il Dow Jones ha guadagnato 230,81 punti (+0,47%), lo S&P 500 è salito di 47,62 punti (+0,69%), il Nasdaq ha aggiunto 203,34 punti (+0,90%). Già le piazze europee avevano brindato al protezionismo umiliato a Parigi (+1,39%), Francoforte (+0,87%), Milano (+1,48%), New York prima indebolita dai dati economici ha poi accelerato, dopo la sentenza.
