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Il giallo della cartella clinica del piccolo Domenico

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23.02.2026

Napoli, 23 febbraio 2026 – La documentazione clinica trasmessa dal Monaldi alla famiglia di Domenico Caliendo è incompleta. È la denuncia che l’avvocato Francesco Petruzzi, legale dei congiunti del bambino di due anni e mezzo morto il 21 febbraio dopo aver ricevuto un cuore lesionato, ha reso pubblica nella mattinata di ieri, allungando ulteriori ombre su una vicenda già gravata da interrogativi inquietanti.

"Dalla cartella clinica di Domenico che ci ha inviato il Monaldi manca il diario di perfusione – ha dichiarato il legale con tono netto – ossia il tracciato della circolazione extracorporea che dimostrerebbe il momento esatto in cui al bambino è stato tolto il suo cuore, prima di impiantare quello danneggiato".

Una lacuna che Petruzzi definisce "inaccettabile" e che lo spingerà, già nella mattinata di oggi, a presentarsi presso la Procura di Napoli per segnalare formalmente l’anomalia e sollecitare i magistrati affinché acquisiscano d’ufficio il documento mancante, se già non lo abbiano fatto.

Non è tutto. Il legale ha sollevato un secondo profilo critico relativo alla medesima documentazione: la scansione temporale degli eventi risulterebbe descritta in modo generico, priva del minutaggio preciso che sarebbe invece indispensabile per ricostruire con esattezza il susseguirsi delle fasi operative. "Le varie fasi sono descritte cronologicamente, ma manca il minutaggio preciso – ha precisato Petruzzi – che sarebbe necessario per comprendere il succedersi degli eventi. Per me c’è anche un reato di falso".

Due lacune, dunque, che il difensore intende sottoporre direttamente all’aggiunto Antonio Ricci e al sostituto Giuseppe Tittaferrante, entrambi della VI Sezione "Lavoro e colpe professionali" della Procura partenopea.

Nel corso dello stesso incontro con i magistrati, Petruzzi depositerà la nomina del consulente tecnico di parte — un anatomopatologo — in vista dell’autopsia sul corpo del piccolo Domenico, esame che non è ancora stato calendarizzato ma che dovrebbe svolgersi tra domani e mercoledì e rappresenta un passaggio cruciale per accertare le cause del decesso e le eventuali responsabilità.

"Il mio unico rimpianto è che tutto quello che ho fatto per mio figlio non è bastato. Forse avrei dovuto capire prima, scoprire prima, intervenire prima", dice mamma Patrizia Mercolino dal rifugio di Nola dove tira il fiato dopo 60 giorni di dolore.

Mentre la famiglia alza la voce, l’attività investigativa dei carabinieri del Nas prosegue senza sosta. Anche ieri i carabinieri sono tornati al Monaldi, a conferma che il perimetro degli accertamenti può ancora ampliarsi.

Sul piano giudiziario, la Procura di Napoli ha già notificato sei avvisi di garanzia a sanitari coinvolti a vario titolo nella vicenda, contestando a ciascuno il reato di omicidio colposo. Contestualmente all’iscrizione nel registro degli indagati, i magistrati hanno disposto il sequestro dei telefoni cellulari dei sei sanitari, al fine di ricostruire le comunicazioni intercorse a partire dal 23 dicembre 2025 — giorno dell’intervento chirurgico — fino al decesso.

L’inchiesta ha, peraltro, assunto una dimensione interregionale. La Procura di Bolzano, competente per territorio sugli eventi accaduti all’ospedale San Maurizio, ha già trasmesso la propria documentazione alla Procura di Napoli, aprendo di fatto un filone parallelo che potrebbe coinvolgere anche i sanitari altoatesini intervenuti nella fase di espianto dell’organo.


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