Francesca, operata di tumore incinta. “Mia figlia deve ancora nascere e mi ha già salvato la vita”
Francesca Mecozzi, 38 anni di Pesaro, attende finalmente serena la nascita della figlia Cloe
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Bologna, 10 marzo 2026 – “Mia figlia mi ha salvato la vita: se non ci fosse stata questa gravidanza io non avrei saputo che c’era questa massa che cresceva nel mio ovaio”.
Francesca Mecozzi, 38 anni, di Pesaro, che lavora alle dipendenze di un bar, alla 17ma settimana di gravidanza ha scoperto di avere un tumore all’ovaio “che cresceva a grande velocità, a quel punto è stato necessario intervenire e sono stata mandata al Sant’Orsola di Bologna. Sono una persona positiva quindi, nonostante la preoccupazione perché non c’era solo la mia vita in ballo, ma anche quella della bambina, ho sempre avuto fiducia. Devo dire che è stata un’esperienza veramente enorme – sottolinea – perché in sala operatoria c’erano due vite. Ma i medici, gli infermieri, tutto il personale del reparto sono stati fantastici. Che non è scontato e voglio ringraziare tutti”.
La nascita di Cloe è ormai alle porte
Francesca sta bene, quando può passeggia in riva al mare con il marito Marco Pozzi, 35 anni, che lavora in una gastronomia, in attesa che la piccola Cloe venga alla luce: “La data di nascita della bimba è il 4 maggio, ormai ci siamo”, sottolinea la futura mamma.
Come è stata operata Francesca
L’intervento è stato effettuato dall’équipe dell’Unità operativa di Ginecologia e Fisiopatologia della riproduzione umana del Policlinico, diretta dal professor Renato Seracchioli, punto di riferimento regionale e nazionale per le patologie degli organi riproduttivi, con l’ausilio della chirurgia robotica.
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“Quando abbiamo visitato Francesca la massa era già cresciuta molto in poco tempo – spiega il professor Seracchioli –. Quindi abbiamo valutato fosse importante, vista la natura incerta del tumore, operare il prima possibile la paziente per rimuoverlo. Operare una donna incinta è sempre complesso perché sul tavolo operatorio ci sono effettivamente due pazienti contemporaneamente, di cui valutare i parametri, di cui tenere conto ad ogni passo e soprattutto di cui prendersi cura – sottolinea –. Avere un’équipe altamente specializzata e una tecnologia precisa come quella robotica è fondamentale”.
L’équipe all’avanguardia
L’Unità operativa di Ginecologica e Fisiopatologia della Riproduzione umana è un centro di eccellenza nell’ambito della chirurgia mini-invasiva, endoscopica, dell’endometriosi (rappresenta il centro hub di secondo livello per i casi più severi) e della patologia uterina. Ogni anno sono oltre 5.000 gli interventi chirurgici effettuati.
Diretto sempre dal professor Seracchioli, l’unità operativa comprende anche il Centro per l’Infertilità e la Procreazione medicalmente assistita, da tempo un punto di riferimento per le coppie che desiderano una gravidanza, con numeri in costante crescita: 11.200 gli accessi ambulatoriali che, mediamente, vengono registrati ogni anno, mentre sono circa 800 prelievi degli ovociti.
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