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I genitori campani, l’infanzia in New Jersey, la laurea in matematica. Chi è Rino Matarazzo, l’italo-americano che ha vinto la Coppa del Re

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Pellegrino Matarazzo (Ansa)

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Siviglia, 19 aprile 2026 - Da Wayne, New Jersey, a Siviglia, passando per Germania e Paesi Baschi. La storia di Pellegrino Matarazzo, per tutti ‘Rino’, è quella di un tecnico cresciuto tra culture diverse e arrivato, passo dopo passo, a un traguardo storico: la vittoria della Coppa del Re con la Real Sociedad, conquistata ai rigori contro l’Atlético Madrid di Diego Pablo Simeone. Un successo che vale doppio. Non solo perché arrivato a sorpresa, contro una squadra reduce da un grande momento europeo, ma anche perché rende Matarazzo il primo allenatore statunitense capace di vincere un trofeo in una delle cinque grandi leghe europee. Un segnale forte per tutto il movimento calcistico americano.

Radici italiane, la laurea in matematica e il calcio

Matarazzo nasce nel 1977 nel New Jersey da una famiglia emigrata dalla Campania: padre irpino di Ospedaletto d’Alpinolo, madre di Agnone Cilento. Cresce in un contesto sospeso tra due mondi, quello statunitense e quello italiano, fatto di lingua, musica e tradizioni. Un’identità multipla che lui stesso ha spesso raccontato come una ricchezza: italiano negli Stati Uniti, americano in Italia, italoamericano in Germania. Il legame con le origini non si è mai spezzato: torna spesso in Irpinia, dove il suo cognome è ben conosciuto e dove ha anche ricevuto la cittadinanza onoraria. Una presenza discreta, rimasta legata al territorio nonostante una carriera ormai internazionale. Prima del calcio, lo studio: Matarazzo si laurea in matematica alla Columbia University, con l’idea — se il pallone non avesse funzionato — di lavorare in finanza. Parallelamente coltiva anche la passione per la musica, suonando la chitarra e componendo brani. Il percorso calcistico lo porta invece in Germania: prima come giocatore nelle serie minori, poi come allenatore. È lì che si forma davvero, anche grazie all’incontro con Julian Nagelsmann. Dopo le esperienze con Norimberga e Hoffenheim, arriva la grande occasione da primo allenatore tra Stoccarda e ancora Hoffenheim, fino alla chiamata della Real Sociedad nel dicembre scorso.

Quando arriva a San Sebastian, la squadra è in difficoltà, vicina alla zona retrocessione. In pochi mesi cambia tutto: Matarazzo ridà fiducia al gruppo, recupera giocatori ai margini e porta la squadra fino al settimo posto in Liga. E soprattutto fino al trionfo in Coppa del Re. La finale di Siviglia è intensa e spettacolare: vantaggi e rimonte, fino al 2-2 dopo tempi supplementari. Ai rigori, decisivi il portiere Unai Marrero e il sangue freddo dei baschi dal dischetto. Un successo che riporta il trofeo a San Sebastian dopo sei anni e scrive una nuova pagina nella storia del club.

Alto, riservato, abituato a parlare più lingue e a muoversi tra culture diverse, Matarazzo rappresenta un profilo atipico. Anche per questo, l’Italia, come ha raccontato lui stesso, non gli ha mai davvero aperto le porte: un sistema che percepisce ancora come chiuso, poco incline a profili formati all’estero. La sua idea di calcio nasce proprio dalla contaminazione: esperienza tedesca, sensibilità internazionale, attenzione allo sviluppo dei giocatori e alla gestione del gruppo. Un approccio che oggi lo ha portato a vincere. In un momento chiave per il calcio statunitense, alla vigilia del Mondiale 2026, il successo di Matarazzo dimostra che anche un allenatore americano può affermarsi anche ai massimi livelli europei.

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