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L’Aquila e il terremoto, la cultura non basta. “Parlare di rinascita è assurdo”

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07.04.2026

La zona rossa de L’Aquila all’indomani del sisma del 6 aprile 2009

L’Aquila, 6 aprile 2026 – Duole troppo, ancora. Non c’è nulla da fare. Il punto è che “dopo 17 anni è assurdo parlare di rinascita”. E non c’è Capitale italiana della cultura che tenga, se il passato coincide con un terremoto che ha segnato “un prima e un dopo”, mai davvero risolto per l’Abruzzo. Donatella Di Pietrantonio lo dice quasi ruvidamente, da abruzzese che non le manda a dire più che da raffinata scrittrice qual è, vincitrice di premi come lo Strega e il Campiello. Interrompe la passeggiata di Pasquetta e accetta di riflettere sull’anniversario del sisma del 6 aprile 2009 che fece 309 vittime e che, quest’anno, va a intrecciarsi al riconoscimento de L’Aquila città della cultura 2026. Con annessi e connessi di politici in passerella laddove fu il disastro.

Donatella Di Pietrantonio, che cosa prova?

“Quel momento, le 3 e 32 del 6 aprile di 17 anni fa, è stato uno spartiacque nella storia de L’Aquila e di tutto il nostro territorio. Da quell’istante ci sono stati un prima........

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