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Orazio Musumeci, l’uomo del blitz al Parenti: “Io sul palco con Giorgia Meloni. Ho chiesto a un omone di spostarsi e sono salito”

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13.03.2026

Orazio Musumeci e Giorgia Meloni

Articolo: Chi è Orazio Maurizio Musumeci, l'uomo che ha fatto il blitz (poco comprensibile) sul palco di Giorgia Meloni

Articolo: Referendum, evento per il sì al Parenti. Il grazie di La Russa alla Shammah. E lei incontra Meloni e chiede aiuto per diffondere i Giardini dei Giusti

Pavia – È l’uomo più famoso d’Italia, almeno al momento, quello del quale tutti parlano. Forse anche Giorgia Meloni. Giovedì pomeriggio Orazio Maurizio Musumeci, un 64 di origini catanesi residente a Mezzanino, dalla provincia di Pavia ha raggiunto il teatro Franco Parenti di Milano, dove la premier doveva intervenire per un incontro organizzato dal suo partito, Fratelli d’Italia, a sostegno del sì al referendum confermativo, ed è riuscito a raggiungere la presidente del Consiglio sul palco per consegnarle una copia del suo libro, intitolato “Il 13esimo presidente“. Il video dell’incontro ha fatto subito il giro del web diventando virale, insieme all’immagine perplessa della premier sul cui volto si leggeva chiaramente una domanda: “Chi è costui?”

Musumeci, ma come ha fatto a eludere la sicurezza?

“Non ho eluso nulla. C’erano molte persone giovedì in teatro, tanti cittadini e moltissimi appartenenti alle forze dell’ordine. Sono entrato dall’ingresso principale e, una volta dentro, mi sono messo in fila dietro al nastro scorrevole, dalla parte in cui c’erano tutte le autorità. Ho salutato con rispetto il ministro di giustizia Carlo Nordio, il presidente del Senato Ignazio La Russa che mi ha presentato anche il ministro Nello Musumeci, che è mio parente, poi ho atteso la premier. Quando Giorgia Meloni è salita sul palco passando dal lato sinistro, ho pensato di salire da destra, così ho chiesto a una colonna d’uomo, molto imponente, che prestava servizio di sicurezza se poteva spostarsi perché dovevo salire a salutare la presidente e lui si è spostato. Nessuno mi ha chesto un documento o chi fossi. Sono arrivato sul palco, ho stretto la mano alla presidente e le ho regalato il mio libro dicendo che adesso mi aspetto le dimissioni di Mattarella. È stato un gesto semplice”.

Prima di partire per Milano, aveva annunciato sui social di “voler fare una sorpresa a Giorgia Meloni”, e così è stato.

“Era da un po’ di tempo che pensavo di compiere un gesto eclatante, ma dovevo aspettare il momento giusto e il posto giusto: l’incontro sul referendum è stata l’occasione. Vogliono cambiare la Costitizione, ma la Costituzione non si tocca. La legge non è uguale per tutti”.

Dopo è stato identificato.

“Sì, mezz’ora dopo: sono stato avvicinato da alcuni agenti della Digos che mi hanno portato in una sala appartata per chiedermi i documenti, che ho consegnato. Ora mi spiace solo che qualcuno sarà sanzionato o richiamato per il gesto, senza conseguenze, che ho compiuto. Non avrei voluto. Sono una persona buona”.

Perché ha deciso di compiere un gesto simile? Cercava notorietà?

“No, cerco giustizia. Sono una persona onesta, un cittadino che continua a credere nella giustizia, nonostante le tante ingiustizie subite. Per 22 anni ho subito mobbing e vessazioni. Sono un amministratore non delegato, che è stato demansionato e licenziato. Mi mancano 10 anni di contributi versati per poter andare in pensione. A causa di questa storia ho perso la famiglia, la casa, ma non ho perso la mia dignità”

“Me lo chiedono tutti, non le rispondo. Non servono i soldi per vivere, è più importante essere onesti e io lo sono. Confesso di essere ripartito dalla strada. Non sono né di destra né di sinistra, sono un semplice lavoratore che ha chiesto un miglioramento e il cui ultimo ricorso di merito, presentato nel 2024, è stato annientato dal procuratore della Repubblica di Roma nel febbraio dello scorso anno. Questo è un attentato alla Costituzione e alla democrazia. Per questo chiedo le dimissioni di Mattarella che è stato pure rieletto”.

Lei si definisce “onorevole”, ma non è mai stato in Parlamento.

“Sono una persona che continua a vivere con dignità e che vuole andare fino in fondo alla propria storia. Mi sono anche proposto come Presidente della Repubblica perché sono una persona onesta. Quindici giorni fa ho presentato un nuovo esposto alla procura della Repubblica di Pavia. La Russa, quando mi ha visto, mi ha riconosciuto proprio perché aveva appena letto le carte”.

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