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Compagnoni, l’oro è rosa: “Siamo state le apripista. Donne oggi più al centro”

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20.02.2026

Cortina, 20 febbraio 2026 – “Che sia stata una donna come Arianna Fontana a battere lo storico record di medaglie detenuto da Edoardo Mangiarotti, beh, ha certamente un grande valore simbolico…”.

Sta per finire l’Olimpiade più azzurra di sempre. Deborah Compagnoni, che i Giochi di Milano Cortina li ha tenuti a battesimo insieme ad Alberto Tomba, è la persona giusta per riflettere su questa Italia che cambia. Anzi, che è cambiata anche grazie ad un personaggio come lei, tre volte sul gradino più alto del podio nell’ultima decade del Novecento. Per inciso: a due giorni dalla cerimonia di chiusura, ancora non è arrivato un successo azzurro in una prova maschile individuale. E non accade da sedici anni, dal 2010 di Vancouver, quando a riuscirci fu lo slalomista Giuliano Razzoli. Ma andiamo avanti.

“Ringrazio per il complimento, ma certo non era sola – racconta l’ex sciatrice –. Penso a Manu Di Centa, a Stefania Belmondo, a Gabriella Paruzzi, a Isolde Kostner. E poi a quello che in termini di popolarità hanno garantito allo sport femminile, anni dopo, personaggi come Federica Pellegrini o Tania Cagnotto e oggi Nadia Battocletti”.

Possiamo parlare di rivoluzione?

“Forse la mia generazione ha gettato un seme, questo sì. Con i risultati abbiamo favorito un mutamento nelle sensibilità e nelle scelte di istituzioni e federazioni”.

L’Italia come modello?

“Preferisco una interpretazione diversa. Direi cioè che abbiamo colmato il gap nei confronti di altre nazioni, dove l’interesse per la pratica agonistica al femminile era già alto. Cambiando la mentalità, sono aumentate le attenzioni per le donne che fanno sport. Si investe di più, si cura meglio la formazione, eccetera”.

E così arriviamo ad Arianna Fontana che batte Edoardo Mangiarotti.

“Questo è un motivo di orgoglio per tutto l’universo rosa. Per me poi c’è anche un coinvolgimento territoriale, se posso permettermi: Arianna viene dalla Valtellina come me ed è in Valtellina che è nata e cresciuta la passione per lo short track”.

Con Arianna vi conoscete bene?

“Sì , qualche volta ci siamo incontrate. E’ una figura speciale, partecipare alla Olimpiade per vent’anni anni di seguito, andando sempre a medaglia, è qualcosa di incredibile”.

Dovrebbe smettere o continuare?

“Non lo so, a me non sono mai piaciuti quelli che danno consigli da fuori. Saprà decidere da sola e la sua scelta meriterà il rispetto di tutti”.

Da spettatrice, quali imprese ha apprezzato di più?

“A parte Arianna, Federica Brignone ha entusiasmato anche me. Più per il gigante, lì c’erano due manche, ero preoccupata per la sua tenuta fisica e invece è stata perfetta. Poi mi sono divertita con Lollobrigida e Vittozzi”.

Tutte donne, cara Deborah.

“Eh sì, tutte donne…”.

E nel frattempo gli uomini d’Italia a livello individuale non vincono mai.

“Allora speriamo ce la faccia Giacomel nella mass start di oggi del biathlon! Io qui posso parlare con cognizione di causa solo di sci alpino. Con Franzoni un campione in casa ce lo abbiamo, il suo argento in discesa è un punto di partenza. Siamo invece completamente spariti nello slalom e nel gigante e questo è triste. Magari Tomba torna a gareggiare…”.

A proposito, è stato emozionante accendere il tripode con lui a Milano?

“E’ stato un momento solenne, che non dimenticheremo. Poi con Alberto ci siamo detti che facevamo molta più fatica a vincerla, l’Olimpiade…”. 


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