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I funerali di Bossi a Pontida: dalla messa sobria alla cerimonia “di popolo” dei militanti fra contestazioni, secessione e insulti a Salvini

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22.03.2026

Il popolo leghista all'esterno del monastero di San Giacomo. In basso a sinistra l'abbraccio del ministro Giorgetti alla vedova Manuela Marrone

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Pontida (Bergamo), 22 marzo 2026 – La commozione, il dolore, l’affetto, la contestazione, i vecchi slogan gridati nuovamente con orgoglio. L’intimità di una cerimonia vissuta – nei limiti di quel che è stato possibile – come privata e familiare, e allo stesso tempo corale e partecipata per la presenza di migliaia di leghisti arrivati dal Centronord. C’era tutto questo ai funerali di Umberto Bossi nell’abbazia di San Giacomo Maggiore della sua Pontida. Esequie che nella cornice di sobrietà richiesta dalla famiglia sono state quelle tipiche riservate a un proprio caro. 

La messa durata all’incirca un’ora, l’omelia dell’abate del monastero, l’Eucaristia… Ma attorno a queste si è sviluppata una cerimonia laica ben più vasta, che ben presto ha assunto caratteristiche politiche. Non fosse altro per la presenza delle più alte cariche dello Stato, dai presidenti di Camera e Senato, alla premier Giorgia Meloni per arrivare al presidente della Lombardia Fontana e all’ex doge del Veneto Zaia. 

Slogan fuori dal cassetto 

Per i militanti leghisti di ogni età ed estrazione sociale, arrivati in forze da Lombardia e Veneto soprattutto, ma non solo, l’ultimo saluto al Senatùr diventa l’occasione per rispolverare........

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