Strage di via Fani, caccia al quinto uomo: “Non cerchiamo vendetta ma una verità che unisca”
Un’immagine successiva all’agguato delle Brigate rosse in via Fani a Roma il 16 marzo 1978
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Roma – L’inchiesta sulla strage di via Fani, il 16 marzo 1978, non andrà in archivio. La Procura di Roma dovrà indagare ancora. Sotto la lente finisce un caricatore abbandonato accanto alle auto crivellate di colpi, lì dove morirono cinque fra carabinieri e poliziotti e Aldo Moro fu rapito. Su quel reperto, su quei colpi ancora conservati intatti nessuno ha mai svolto rilievi. Si indagherà anche sulla fantomatica figura del quinto uomo, vestito di pelle e con un passamontagna con una vistosa striscia rossa, notato da diversi testimoni su una moto. A ordinarlo è il gip della capitale, che ha accolto l’opposizione all’archiviazione dei legali dei figli di Domenico Ricci, l’appuntato dell’Arma che guidava la Fiat 130 del presidente della Dc e che in quell’auto ha trovato la morte. A commentare la novità è proprio Giovanni, sociologo e criminologo, che perse........
