Pasquale De Meo, l’ex assistente di gara e la sua denuncia 2024: “Clima di terrore fuori dal campo”
MILANO La testimonianza di De Meo, ’dismesso’ a fine stagione 2023-2024: ho denunciato una violazione del Codice etico ed è iniziata la mia fine professionale L’ex assistente di gara: «Clima di terrore fuori dal campo»
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Milano, 29 aprile 2026 – “Sento dire che alcuni arbitri o assistenti presentano esposti solo quando ormai sono fuori dal sistema, perché “dismessi“ e quindi per ripicca. Non è il mio caso, denunciai quando ne facevo parte, perché esiste un Codice etico".
Parola di Pasquale De Meo, 43 anni, foggiano. Nel mondo arbitrale dal 1999, ne è uscito ’dismesso’ alla fine della stagione 2023-2024. Per sua fortuna ha un lavoro (fa il farmacista) ma la delusione resta.
L’incubo cominciò tre anni fa...
“Era la sera del 7 aprile 2023, facevo parte della terna che diresse Milan-Empoli. A fine partita nello spogliatoio di San Siro vennne a trovarci l’osservatore Puglisi, addetto al voto degli assistenti. Mi anticipò che il giudizio era molto positivo, 8.60, poi parlò di sue questioni personali e cominciò ad esprimere giudizi molto negativi «nei confronti di Torino», con riferimento specifico all’allora presidente Aia, Alfredo Trentalange. E a Luigi Stella, altro torinese e designatore degli osservatori.
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Parole forti, come quelle di aver condizionato la sua carriera, non valorizzandolo. Tutte parole lesive dell’immagine e della reputazione dell’Associazione a cui decisi di segnalare quanto accaduto. Per me fu l’inizio della fine”.
Cosa le accadde in seguito?
“Il designatore Rocchi non gradì. Mi spedì via mail dei compiti da fare a casa, con video quiz e risposte da fornire entro due ore. In quel momento stavo lavorando, non fui in grado di rispettare i tempi e mi arrivò una lettera di richiamo. C’era un clima ostile nei miei confronti, mi trattavano come se fossi una spia, qualcuno mi dava dell’infame. Con Gervasoni ci fu un duro confronto e c’era gente che mi diceva di essere amico di certe persone, come ho scritto in seguito nella denuncia.
A Coverciano davanti ai colleghi ricevetti un richiamo da Rocchi per aver utilizzato un taxi non convenzionato in occasione di Cremonese-Napoli dell’ottobre 2022. Un mese di sospensione”
Di fatto un separato in casa...
“Ai raduni nessuno dei colleghi parlava con me. Mi chiamò pure Orsato chiedendo di cancellare il suo numero dal mio telefono”.
Però andò avanti comunque…
"Eravamo al termine dell’annata, fino a quel punto avevo una votazione molto alta e non potevano dismettermi. La stagione successiva fu un incubo: ricevevo designazioni per la B con votazioni molto basse e fui costretto a chiudere la carriera”.
Poi agì di conseguenza...
“Certo, raccolsi tutto il materiale e lo inviai alla Procura. Chinè decise di archiviare, ma io ero in pace con la mia coscienza. Vero, arbitrare o fare l’assistente ti permette di guadagnare, con le valutazioni ti giochi una ’promozione’ ma io ne facevo un discorso etico e ho scelto di essere libero. Non si poteva più vivere in un clima di terrore. Chi ha gestito fino a oggi è riuscito a minare la serenità dei giudizi..”.
Di qui le famose ’bussate’, che finivano per condizionare non solo i risultati delle partite ma anche per tutelare la carriera di qualche arbitro...
“Non ho mai assistito a queste situazioni ma fra colleghi si parlava di codici convenzionali con i quali si interveniva a Lissone”.
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