Danny Boyle, regista degli outsider: da Trainspotting a Ink, Rupert Murdoch e Larry Lamb sono gli ultimi underdog più forti del destino
Danny Boyle a Venezia (ANSA/ETTORE FERRARI)
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Venezia – Colorato, eccessivo, ritmato fino all'ossessione. Pop. Capace di generare una euforia travolgente, nel raccontare le cose. Ci sono registi che raccontano il potere. Altri che raccontano i vincenti. Danny Boyle, da sempre, racconta gli outsider. Quelli che partono senza niente, che nessuno considera, che sembrano destinati a perdere. E che invece riescono nell'impresa impossibile.
È il ragazzo di "The Millionaire", cresciuto nelle baraccopoli di Mumbai e capace di arrivare fino alla vittoria in un quiz televisivo. È il protagonista di "Yesterday", un musicista mediocre che si ritrova nell'unico mondo possibile in cui tutti hanno dimenticato i Beatles e diventa una star semplicemente cantando le loro canzoni. È persino Mark Renton, il........
