Tomba profanata di Pamela Genini, dal blitz di gruppo alla mente malata: tutte le tesi di uno “scempio disumano”
Pamela Genini e la tomba profanata
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Bergamo, 29 marzo 2026 – La scena è da film horror. La tomba profanata e il cadavere, ora sotto sequestro, mutilato: la testa amputata e portata via. Una sorta di feticcio macabro. “Nemmeno la morte le ha concesso pace: qualcuno ha violato anche il suo ultimo rifugio”, dice l’avvocato Nicodemo Gentile, facendosi portavoce della signora Una, la mamma di Pamela Genini, la modella di 29 anni uccisa dall’ex Gianluca Soncin il 14 ottobre 2025 in un appartamento di Milano.
Lo scempio al cimitero
Gentile ha definito “uno scempio disumano” la profanazione, scoperta nei giorni scorsi al cimitero di Strozza, in Valle Imagna. E ha sottolineato che al momento non si comprendono “le ragioni del macabro gesto, compiuto verosimilmente da più persone e che ha profondamente colpito la famiglia”.
Non emergono elementi che possano far ipotizzare una “pista economica: la signora Genini non ha mai ricevuto minacce o richieste di denaro, né prima né dopo la morte della figlia, né ha mai presentato denunce in tal senso”. Il legale non esclude invece “che dietro il raccapricciante episodio possa celarsi una mente pericolosa” e un atto riconducibile “a dinamiche di possesso deviate e a un p ensiero disturbato e ossessivo nei confronti di Pamela, della sua immagine e della sua identità”. E conclude: “Colui o coloro che hanno ideato e realizzato questo scempio disumano sono persone pericolosissime che potrebbero fare di tutto e stanno terrorizzando una intera comunità”.
Lo scempio di Pamela, testa rubata al cadavere: “Lapide manomessa e viti asportate, caccia ai profanatori”. La famiglia: “Violenza atroce”
Shock e indagini in corso
Il fratello e la sorella di Pamela, assistiti dall’avvocato Turconi, “sono sotto choc”. “È sconvolgente – rimarca Elisa, la sorella –, mi vengono i brividi solo al pensiero”. La scoperta lunedì scorso quando il corpo doveva essere trasferito da un loculo alla tomba. La Procura di Bergamo ha aperto un fascicolo per asportazione e vilipendio di cadavere.
Le indagini sono affidate ai carabinieri della Compagnia di Zogno, con i colleghi di Almenno San Salvatore. Ma cosa si nasconde dietro questo orrore? Uno sfregio o una sorta di intimidazione? Il cimitero di Strozza è dotato di una telecamera il cui impianto però cancella automaticamente le immagini dopo una settimana: non si sa se sia rimasto qualcosa di utilizzabile ai fini delle indagini e che possa anche svelare con chiarezza a quando risale la profanazione, dato ancora da accertare.
Il tragico destino di Pamela Genini
Pamela Genini è stata uccisa dall’ex Gianluca Soncin, biellese di origine, che diceva di amarla. Massacrata con oltre 30 coltellate nel terrazzino del suo appartamento nel quartiere di Gorla, a Milano. Era entrato in casa con una copia delle chiavi fatta a insaputa di Pamela. Allertati dalle urla, i vicini avevano chiamato il 112. E a Milano si era fiondato quella sera anche Francesco Dolci, che vive in Valle Imagna, amico della vittima e da lei avvertito dell’intrusione. Dopo i funerali, andava quasi quotidianamente a visitare la tomba lasciando dei doni.
Sembra che l’altra mattina Dolci si sia presentato spontaneamente alla stazione dei carabinieri di Almenno. “L’hanno ammazzata di nuovo, non l’hanno rispettata da viva e non la rispettano da morta – dice – tutti le hanno sempre fatto del male. Chi può essere stato? Ho una idea ma non posso dire altro”. La sera del 14 ottobre lei, terrorizzata, gli scrisse diversi messaggi. L’ultimo chiedeva: “Che faccio?”. Dolci provò a tranquillizzarla: “Sta arrivando la polizia, li ho chiamati e sto arrivando anche io”. Troppo tardi.
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