Il corpo profanato di Pamela Genini, i periti: “Un taglio netto al collo per asportare la testa”
Pamela Genini, 29 anni, è stata uccisa nell’ottobre scorso a Milano: non è ancora chiaro quando il corpo sia stato profanato
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Strozza (Bergamo), 10 aprile 2026 – Un taglio netto, all’altezza del collo. Ma per sapere che tipo di attrezzo è stato usato (Marchesi, uno dei periti che ha partecipato all’autopsia s’è riservato in attesa di approfondimenti) e a quando risale la decapitazione servono esami di laboratorio.
Esami e investigazioni in corso
Intanto i reperti prelevati durante l’autopsia sul corpo di Pamela Genini, e sui tessuti interni del feretro sono stati inviati al Ris e agli studiosi del Labanof, il laboratorio di antropologia e odontologia forense dell’Università di Milano diretto da Cristina Cattaneo, per l’estrazione del Dna, da comparare con il codice genetico della 29enne uccisa dall’ex convivente Andrea Soncin a ottobre nell’appartamento di Milano. Qualora i due dati non coincidessero ci si troverebbe di fronte a materiale biologico di un estraneo.
Il responsabile del macabro gesto? Non è detto, anche perché potrebbe essere che appartenga agli addetti delle onoranze funebri o ad altre persone che hanno avuto a che fare con il corpo prima della tumulazione del 24 ottobre nel cimitero di Strozza (Valle Imagna) oppure a coloro che si sono occupati dell’estumulazione il 23 marzo, quando fu scoperta la profanazione.
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Analisi dei filmati e linea investigativa
La visione delle immagini delle telecamere, quella del cimitero, anche a ritroso nel tempo, potrebbero arrivare indizi interessanti per questo giallo fino a ora senza indagati. Questo dal fronte investigativo.
Conflitti personali e mediatici
Una terribile vicenda che sta scivolando anche sul piano personale, dove ormai è in ballo un botta e risposta davanti ai microfoni delle varie trasmissioni del mattino e pomeriggio tra la mamma di Pamela, Una Smirnova, e l’amico ed ex fidanzato della 29enne, Francesco Dolci.
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La mamma di Pamela mercoledì aveva detto che sua figlia era ossessionata da Francesco, le dava il tormento, ritenendolo addirittura responsabile dei graffi all’auto della figlia. Ieri Dolci ha parlato ribaltando la versione della mamma di Pamela. “Sono stanco di queste infamie. Non davo tormento a Pamela, perché allora avrei chiamato i carabinieri? Non ho danneggiato io l’auto di Pamela”.
Dichiarazioni di Francesco Dolci
L’imprenditore di Sant’Omobono Imagna ha sempre respinto le accuse sostenendo che la giovane possa essere finita suo malgrado in un brutto giro legato a movimenti di denaro illecito e frequentazioni pericolose.
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Ora i rapporti tra i Genini e Dolci si sono interrotti, inaspriti. “E giunto il momento di dire la verità – invoca Dolci – sono stanco di queste cose”.
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