L’attivista iraniano negli Usa: “La resistenza interna può rovesciare il regime” /
Majid Sadeghpour dirige l’Organizzazione delle Comunità iraniane-americane
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Quando aveva 17 anni, nel 1988, Majid Sadeghpour perse il fratello maggiore: arrestato e poi giustiziato dal regime iraniano. La sua famiglia riuscì a fuggire dall’Iran e si rifugiò negli Stati Uniti dove Sadeghpour è divenuto medico e attivista dei diritti umani. Oggi dirige l’Organizzazione delle Comunità iraniane-americane. Con se tiene ancora l’ultima lettera del fratello ucciso.
Dove ha sbagliato l'Occidente con il regime degli ayatollah?
“In oltre quattro decenni, l’appeasement e le concessioni nei confronti dei dittatori religiosi in Iran hanno avuto due conseguenze negative che hanno permesso l’espansione del conflitto in tutto il Medio Oriente. Hanno aiutato Teheran a potenziare le sue capacità nucleari, missilistiche e terroristiche, fattori scatenanti di conflitti regionali e internazionali. E in secondo luogo, queste politiche fallimentari hanno ostacolato l’opposizione democratica, incoraggiando il regime a costruire e utilizzare un vasto apparato di oppressione. Questa macchina di morte, ancora presente, ha ucciso e torturato decine di migliaia di dissidenti in Iran”.
Questa macchina di morte, ancora presente, ha ucciso e torturato decine di migliaia di dissidenti in Iran
Il cambio di regime è possibile?
“Molto prima dell’attuale conflitto, il cambio di regime era possibile e lo è tutt'ora.........
