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A Monza il primo caso europeo di aviaria, ecco come è stato individuato: “Merito del Covid”

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Il virus è stato isolato al San Matteo di Pavia e il genoma sequenziato a Milano

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Monza, 26 marzo 2026 – Un’operazione corale a tempo di record ha portato gli ospedali lombardi a individuare e gestire il virus H9N2.

Lo ha spiegato il professor Fausto Baldanti, direttore del Centro regionale malattie infettive (CeReMi) e direttore della clinica di Microbiologia e virologia dell’Irccs Policlinico San Matteo di Pavia. Dalle prime informazioni fornite dal laboratorio analisi dell’Irccs San Gerardo di Monza, dove è ricoverato il primo paziente accertato in Europa di influenza aviaria H9N2, si è attivato il coordinamento con il Centro regionale (CeReMi) e in particolare dal Dipartimento di prevenzione (guidato da Danilo Cereda).

Professor Baldanti, come funziona il coordinamento tra i centri lombardi?

“Il Centro regionale coinvolge il San Matteo di Pavia e anche l’ospedale Sacco di Milano che aggregano le proprie competenze. Il ceppo H9N2 non è meno conosciuto rispetto a quello più diffuso (H5N1), quindi, gli ospedali lombardi hanno fatto quadrato, recuperando l’esperienza di collaborazione già collaudata dall’emergenza Covid19. Dalla mobilitazione generale si è scoperto che non si trattava di un ceppo di influenza molto diffuso. La dottoressa Elena Pariani del Centro per le influenze dell’Università di Milano ha formulato l’ipotesi che si trattasse del ceppo H9N2, sequenziando l’intero genoma. L’ipotesi è stata poi convalidata dal CeReMi e dal San Matteo che poi ha isolato il virus”.

Come è stato possibile verificare che altre persone non fossero contagiate?

"A quel punto è stata subito allertata l’Ats Brianza che a sua volta ha reperito tutti i contatti del paziente a cui è stato somministrato il test di verifica all’ospedale Sacco. Per fortuna sono risultati tutti negativi. Il campione e le sequenze del genoma sono stati inviati all’Istituto superiore di Sanità che ha effettuato ulteriori analisi, fornendo ulteriore conferma. Perciò non restava che avvisare il ministero della Sanità che a sua volta ha contattato l’Ecdc (Centro europeo per il controllo delle malattie) e l’Organizzazione mondiale della Sanità. Allerta generale a catena e collaborazione diffusa, secondo quanto imparato durante l’emergenza Covid”.

Come è stato trattato il caso?

"È stato trattato come un’influenza aviaria, insieme alle patologie associate. Il ceppo non ha evidenze di diffusione da uomo a uomo e si contrae fuori dall’Europa, nel contatto diretto con il pollame infetto”.

Quale bilancio si può trarre da questa vicenda?

"L’autorità europea Ecdc si è congratulata con il ministero della Sanità italiano per la rapidità dell’intervento, il coordinamento tempestivo e la completezza delle indagini a tempo di record. Dobbiamo considerare che l’individuazione del ceppo e le modalità operative sono state definite e attuate nel giro di 2-3 giorni. Vincente è stata l’identificazione presuntiva iniziale e quindi l’immediata gestione dei contatti. La situazione è tranquilla e il caso si sta risolvendo in positivo, merito di velocità ed efficienza dello staff regionale diffuso”.

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