Decreto bollette 2026, cosa cambia per famiglie e imprese. Sconto sulla luce (con tetto Isee e paletti sui consumi)
Roma, 13 febbraio 2026 – La bozza di decreto-legge sulle bollette, sulla rampa di lancio del governo, sceglie la strada degli aiuti mirati: sconti diretti per i nuclei a basso reddito e interventi per ridurre alcune voci “di sistema” che pesano sulle bollette delle imprese. L’operatività concreta – quando compariranno gli sconti in fattura e con quali modalità – dipenderà dalle delibere dell’Autorità e dagli atti del Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica.
Novanta euro nel 2026 per chi ha il bonus sociale
Per il 2026 è previsto un contributo straordinario di 90 euro sulla ‘materia prima energia’ per le forniture elettriche dei titolari del bonus sociale. È lo sconto più lineare: chi già riceve il bonus dovrebbe trovarlo automaticamente in bolletta, entro un limite di spesa complessivo indicato in 315 milioni.
Sconto in caso di Isee fino a 25mila euro, ma paletti sui consumi
Nel 2026 e 2027 arriva un contributo anche per i clienti domestici residenti con ISEE fino a 25.000 euro che non prendono già il bonus sociale. Lo sconto è agganciato alla componente PE (il ‘prezzo energia’) e riguarda i consumi del primo bimestre, ma scatta solo per profili contenuti: massimo 0,5 MWh nel bimestre e sotto 3 MWh nei dodici mesi precedenti. Tradotto: l’aiuto è costruito per intercettare famiglie ‘non vulnerabili’ ma comunque esposte, con consumi tipici, e non per compensare bollette alte dovute a consumi elevati. Il testo prevede che lo sconto compaia nelle fatture emesse a partire dal quinto mese successivo al bimestre agevolato.
Imprese: meno oneri Asos sull’elettricità
Per le attività economiche la leva principale è la componente Asos, una parte degli ‘oneri generali’ o di sistema che finanziano il sostegno a rinnovabili e cogenerazione. La bozza mira a ridurla per le utenze non domestiche non energivore (non incluse negli elenchi delle imprese a forte consumo), con esclusioni come l’illuminazione pubblica. L’effetto atteso è un alleggerimento della quota ‘fissa’ della bolletta, sensibile anche per negozi, servizi e piccole manifatture.
Come si finanzia: rimodulazione volontaria di alcuni incentivi FV
La copertura passa da una rimodulazione volontaria di vecchi incentivi del Conto Energia: per impianti fotovoltaici sopra 20 kW si può scegliere, tra secondo semestre 2026 e fine 2027, una tariffa premio ridotta (all’85% o al 70%) ottenendo in cambio un prolungamento dell’incentivo (3 o 6 mesi). È prevista anche una ‘uscita’ dagli incentivi dal 2028 entro un tetto di 10 GW, con un corrispettivo pagato in dieci rate annuali.
Prezzi più stabili: contratti rinnovabili di almeno 3 anni
Il decreto spinge i contratti di lungo termine da rinnovabili (PPA) con durata non inferiore a tre anni, anche con domanda aggregata (utile per PMI). Il GSE può intervenire come garante di ultima istanza e si apre a garanzie SACE fino a 250 milioni per il 2026.
Gas: taglio per imprese ad alto consumo, non alle famiglie
Sul gas la bozza non introduce bonus per i consumi civili. Per il 2026 prevede una riduzione di oneri e componenti tariffarie per imprese ad alto consumo: clienti collegati al trasporto, ‘gasivori’ e – in parte – altri sopra 80.000 Smc/anno. Restano esclusi consumi civili e condominiali e i volumi usati per produrre elettricità. Le risorse arrivano dalla vendita di gas stoccato e confluiscono alla CSEA entro il 31 maggio 2026; le modalità di riduzione dovranno essere definite dall’Autorità entro il 28 febbraio 2026.
Una rete di sicurezza contro i picchi di prezzo del gas
Per rendere il mercato meno vulnerabile agli shock, la bozza consente ad ARERA di attivare un ‘servizio di liquidità’: operatori selezionati ricevono un premio ma devono offrire ogni giorno quantità di gas a prezzi agganciati al TTF, con un meccanismo anti-volatilità. Il tetto massimo di spesa indicato è 200 milioni.
In pratica: che cosa conviene controllare
Per le famiglie: Isee aggiornato e consumi (per lo sconto ‘25 mila’ contano anche le soglie). Per le imprese elettriche: rientro tra non energivori e impatto degli oneri Asos. Per le imprese a gas: consumi annui (soglia 80.000 Smc) e tempistiche dei provvedimenti attuativi.
Il decreto disegna la cornice, ma la differenza tra annuncio e risparmio reale la faranno le regole attuative e i tempi di accredito in bolletta. Chi resta fuori dalla rete di protezione ‘diretta’ è, soprattutto, la fascia di famiglie sopra i 25 mila euro di ISEE e i consumi più elevati: per loro il decreto punta più sulle misure di sistema (riduzione oneri e strumenti anti-volatilità) che su sconti in fattura. Lo stesso vale per molte microimprese: il beneficio dipenderà da come e quanto velocemente le riduzioni verranno traslate nelle tariffe.
