Ucraina-Russia: una guerra di logoramento nelle trincee che ha causato un numero spaventoso di morti
Roma, 23 febbraio 2026 – Il doppio volto della guerra in Ucraina dopo quattro anni e quasi 1.500 giorni di combattimenti si gioca su un confronto di logoramento nelle trincee o casa per casa nelle campagne del Donbass, e su una sfida fatta di tecnologia, droni e sistemi satellitari. Gli ultimi mesi di conflitto da parte della Russia si sono concentrati sugli obiettivi delle fonti di energia per mettere in ginocchio la popolazione civile, mentre gli ucraini puntano, con più difficoltà, a depositi di carburante e di rifornimenti del nemico. Ma entrambi gli schieramenti in questa fase per risparmiare vite umane utilizzano l’arma ormai entrata a far parte delle strategie di ogni esercito in pace e in guerra: i droni.
Quattro anni di guerra. La lezione dell’Ucraina: democrazia da difendere
Attacchi ibridi e blitz cibernetici
L’Orso russo che non avanza
Milioni di morti, dispersi e feriti
Mosca tra chiacchiere e bombardamenti
Il dramma dei bambini
Dopo quattro anni di battaglie dal giorno dell’invasione (24 febbraio 2022) quando fallì l’assalto dei paracadutisti russi all’aeroporto di Hostomel che doveva essere l’anticamera della presa di Kiev, si calcola che circa l’80% delle rispettive perdite degli eserciti in campo sia dovuta ai droni. Sia i russi che gli ucraini hanno formato interi reparti di dronisti che da terra lanciano i vettori che calano dal cielo come falchi a caccia di soldati sul terreno. Gli ucraini utilizzano quelli a lunga gittata (First person View) e fibra ottica che neutralizzano l’intercettazione elettronica. Hanno anche perfezionato droni integrati con l’intelligenza artificiale in grado di selezionare l’obiettivo. L’esercito russo ha inaugurato invece il nuovo missile ipersonico Oreshnik capace di colpire ad alta velocità con testata multipla.
Attacchi ibridi e blitz cibernetici
Si combatte anche con analisi satellitari, attacchi ibridi consistenti in assalti di droni e sabotaggi, blitz cibernetici, disinformativi ed economici. Entrambi gli schieramenti non puntano più su offensive massicce, ma su blitz di piccole unità fatti con sabotaggi, infiltrazioni, incursioni mordi e fuggi. Il sito specializzato in geopolitica Formiche.net spiega che, stando a dossier dell’intelligence inglese, i servizi segreti di Mosca cercano talvolta di infiltrarsi nel tessuto sociale ucraino e spacciandosi per unità speciali di Kyiv ricattano ragazze e adolescenti per trasformarli in informatori e sabotatori.
L’Orso russo che non avanza
La domanda che il mondo si fa mentre Vladimir Putin tergiversa nelle trattative di pace ma non cede sulle pretese territoriali: chi sta vincendo in questo maledetto conflitto entrato nel quinto anno? Il fronte da mesi è fermo più o meno sulla stessa linea, si registrano avanzamenti e ritirate, offensive e controffensive. Le truppe di Kiev recentemente hanno riconquistato 300 chilometri quadrati soprattutto nella terra di nessuno, cioè quella fascia che sta in mezzo ai due eserciti, ma lo scenario non cambia. L’Orso russo che doveva prendersi tutta l’Ucraina con l’operazione speciale non vince e l’Ucraina azzannata non perde. Ma si continua a morire. Stallo, logoramento sul campo di battaglia, mentre anche i civili pagano un prezzo altissimo.
Milioni di morti, dispersi e feriti
Le cifre sono spaventose, i numeri non dicono tutto, ma spiegano molto. Nelle file dell’ esercito di Mosca gli analisti del Center for strategic and international studies di Washington stimano circa 1,8 milioni i soldati morti, feriti e dispersi, mentre le perdite di Kiev oscillano tra 500.000 e 600.000 unità, solo a inizio 2026 si contano più o meno 100mila militari complessivamente uccisi. A questo scenario vanno aggiunte 10 milioni di persone in fuga, inclusi 5,8 milioni di rifugiati, 2,5 milioni di case distrutte o danneggiate insieme alle fonti energetiche colpite nei mesi invernali per fiaccare il morale della popolazione.
Mosca tra chiacchiere e bombardamenti
Mentre Kiev resiste grazie agli aiuti militari, ora in massima parte europei dopo la frenata degli Usa, Putin ha avviato una massiccia espansione delle forze armate con l’obiettivo di raggiungere 1,5 milioni di militari operativi. E le recenti trattative di Ginevra e Abu Dhabi non hanno portato a grandi sviluppi. Il Cremlino si muove tra chiacchiere e bombardamenti, non arretra anche se ha dovuto aggirare il blocco di Stalink e trovare un sistema satellitare sostitutivo. Il nodo delle comunicazioni per l’esercito russo è accentuato anche dalla decisione di Putin di eliminare l’uso di Telegram per evitare la diffusione di notizie scomode.
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Preso atto senza dichiararlo dell’incapacità di sfondare le linee difensive ucraine, Mosca punta a consolidare il controllo del Donbass e acquisire con un accordo i territori non ancora conquistati. Evento impensabile per Kiev. Per Zelensky è essenziale preservare la sovranità del Paese e ottenere solide garanzie di sicurezza occidentali quando taceranno i cannoni. La luce in fondo al tunnel delle trattative è ancora lontana.
Il dramma dei bambini
Intanto c’è uno scenario altrettanto drammatico che coinvolge l’infanzia. Un recente rapporto Unicef riferisce che un terzo dei bambini ucraini, circa 2 milioni 589mila 900, è sfollato fuori casa. Il numero comprende oltre 791.000 piccoli all'interno dell'Ucraina e quasi 1.798.900 che vivono come rifugiati fuori dai confini del Paese. Le bombe hanno ucciso o ferito più di 3.200 bambini dal 24 febbraio 2022. Quelli rimasti vivi non sanno più sorridere.
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