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Benzina, la nuova mappa dei prezzi. Ora le compagnie più care frenano la corsa al rialzo

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11.03.2026

Prezzi di diesel e benzina esposti da un distributore a Napoli (Ansa)

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Roma, 11 marzo 2026 – A pensare male si fa peccato, ma spesso si azzecca, hanno pensato al ministero delle Imprese e del Made in Italy citando Andreotti. Un fatto è certo: dopo la pubblicazione della mappa dei rincari dei carburanti praticati dalle principali compagnie petrolifere che operano in Italia, qualcosa si è mosso. Ieri, infatti, in controtendenza rispetto ai rialzi registrati sul fronte del petrolio, IP e Tamoil – che dalle elaborazioni dei dati dell’Osservaprezzi carburanti del Mimit risultavano le compagnie con i rincari più elevati – hanno indicato alla propria rete variazioni al ribasso dei prezzi. IP ha infatti consigliato ai propri distributori di ridurre di 20 centesimi il prezzo di benzina e gasolio lungo la rete. Tamoil ha invece consigliato di ridurre di dieci centesimi il prezzo del gasolio.

La nuova mappa dei prezzi

L’Eni, anche ieri, si è confermata la compagnia con i prezzi più bassi (gasolio 1,95 e benzina 1,79). Q8 e IP registrano il prezzo più alto del gasolio (2,06 al litro) mentre Ip continua a registrare anche il prezzo più alto della benzina (1,83 al litro). L’aumento più contenuto dall’inizio del conflitto si registra lungo la rete Eni (+20 cent al litro sul gasolio e +10 cent sulla benzina.) Per il gasolio, l’aumento più significativo dall’inizio del conflitto si registra lungo la rete Q8 e la rete Tamoil (+34 cent) mentre, sempre secondo l’elaborazione sui dati pubblici dell’Osservaprezzi Carburanti del Mimit e sulle indicazioni delle principali compagnie di carburanti, per la benzina, l’aumento più significativo si registra lungo la rete Tamoil (+15 cent al litro).

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Task force anti-rincari

Venerdì tornerà a riunirsi la task force con Mr Prezzi presso il ministero delle Imprese. Ma Urso ha anche convocato un nuovo tavolo con le Pmi per la settimana prossima per fare il punto della situazione. E lo stesso ha intenzione di fare il ministero delle infrastrutture con le aziende di autotrasporto. "Se dovesse aumentare il prezzo del greggio oltre un certo limite, questo comprometterebbe la tenuta inflattiva del nostro sistema logistico, basato prevalentemente sull'approvvigionamento degli idrocarburi. Anche se l'Italia ha il vantaggio di avere approvvigionamenti anche sul Nord Africa, la situazione va monitorata giornalmente", ha spiega il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi.

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