Flora Tabanelli eroica, bronzo a 18 anni col crociato rotto: “Brignone un’ispirazione”
Bologna, 16 febbraio 2026 – Un altro miracolo alla Brignone, forse ancora più incredibile di quello della Brignone. Flora Tabanelli si prende la medaglia di bronzo olimpica nel 'suo' freestyle big air tre mesi dopo la lesione al legamento crociato anteriore del ginocchio destro che sembrava poter chiudere la sua stagione e le speranze olimpiche.
Hanno vinto però la sua perseveranza, il grande lavoro di tecnici e medici e poi, in gara a Livigno, il suo enorme cuore: quando ha dovuto inventarsi un'ultima 'run' perfetta per balzare davanti alla britannica Muir: un 1620 double per chiudere, quattro rotazioni e mezzo, un salto difficilissimo che ottiene infatti il punteggio più alto di giornata, 94.25. A dimostrazione che la classe c'è, intatta, e il cuore va oltre tutti gli ostacoli. Davanti a lei solo l'imprendibile canadese Oldham, due salti iniziali pressoché perfetti che le bastavano per scendere solo per passerella nell'ultima 'run', e la superstar cinese Gu, bravissima anche lei nel piazzare la zampata all'ultimo salto dopo una seconda 'run' balbettante.
La campionessa: “Non so bene come ho fatto”
"Non so bene come ho fatto. Per fortuna i dolori erano un po' passati, ho cercato di non pensarci. Quello che sapevo fare prima lo so fare anche ora: la gamba è in forma e sono qua, quindi ero contentissima. Questa è una bellissima Olimpiade per l'Italia e per le sue atlete, mi fa piacere essere tra loro: Federica Brignone è stata d'ispirazione per me", ha detto Flora, appena conquistato il bronzo nel Big Air e la prima medaglia olimpica del freestyle.
“Lo sport mi regala emozione ogni giorno”
L'azzurra racconta poi la sua gara e le sue emozioni: "Ci ho provato, ho dato tutto cercando di migliorare sul salto da 1600 ed è andata bene. Dedico questa medaglia a tutti quelli che mi hanno supportato in questi mesi, ho scoperto persone meravigliose. Sono nata sulla neve che mi ha forgiato, sono cresciuta con l'idea che lo sport è la cosa più positiva di tutte e questo mi regala emozione ogni giorno. La cosa più importante credo sia andare avanti e credere sempre in se stessi. Ho provato ad affrontare questa gara come se fosse una delle tante, credo che sia stato questo a farmi spiccare il volo".
La lesione al crociato
La grande vittoria di Flora arriva tre mesi dopo la lesione al legamento crociato anteriore del ginocchio destro che sembrava poter chiudere la sua stagione e le speranze olimpiche. La 18enne ha detto che si opererà e che questa è stata l’unica gara della stagione. La si rivedrà di nuovo in pista il prossimo anno sportivo.
Sapendo che questa di Milano Cortina sarebbe stata l’unica gara possibile per le sue condizioni, la giovane ha ammesso di aver avuto un po’ di timore ad affrontarla. Ma alla fine i campioni si misurano anche nel momento più ostico e senza dimenticare l’aiuto di chi li sostiene. Nel caso di Flora la sua famiglia e il fratello Miro.
"Metà di questa medaglia è di mio fratello Miro”
"Vedere i miei all'arrivo è stato davvero unico. Alla fine ho abbracciato mio fratello Miro, perché metà di questa medaglia è sua. Ci ha messo il cuore, ha dato tutto per aiutarmi in questo periodo. Non ci siamo detti molte parole io e la mia famiglia dopo la medaglia. Un abbraccio è bastato", ha raccontato Tabanelli, in conferenza stampa dopo la gara di big air di sci freestyle.
L'azzurra ha poi fatto una riflessione sul suo risultato, prima medaglia olimpica dell'Italia nello sci freestyle: "Vincere una medaglia olimpica penso possa anche ispirare i più giovani, avvicinarli a questo sport".
L'attesa prima della gara e la nevicata
L'attesa per la gara è stata carica di tensione. Il via della prima manche è slittato di oltre un’ora, ostacolato da raffiche di vento e una nevicata che sferzava Livigno fin dalle prime luci dell’alba. A rendere ancora più carico di suspance il quadro, il forfait forzato delle due atlete svizzere — inclusa l'oro olimpico nello slopestyle Mathilde Gremaud — entrambe infortunate durante le prove pomeridiane. Nonostante un clima d’incertezza che ha spinto gli organizzatori a un passo dal rinvio, alla fine si è scelto di sfidare il muro di neve e dare inizio alla competizione.
Il clan Tabanelli a fare il tifo
Sotto la neve, a fare il tifo, c’era l’intera famiglia Tabanelli. Papà Antonio e mamma Lucia, con la loro consueta ma discreta presenza, si sono stretti attorno ai tre figli. Sì perché c'era anche Irene, assieme a Miro, ancora deluso per la mancata finale nella stessa specialità della sorella.
Irene dicevamo, la sorella maggiore che poche ore prima, al Fan Village, aveva portato a Livigno una ventata di cultura con la sua performance pittorica “Ciò che resta”. Con loro tanti giovanissimi amici dal Corno alle Scale, che hanno iniziato assieme ai Tabanelli con sci e snowboard e hanno poi visto i due campioni prendere il volo. “Sono felice di avere così tanta gente a sostenermi, la mia famiglia, Miro che in questi mesi è stata la persona più importante, ma anche tanti amici venuti qui, una rimpatriata che mi ha fatto sentire a casa anche in un evento così importante”, le parole di Flora poca prima della gara. Ancora più importante, dopo un bronzo straordinario.
