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“Nel sangue del marito nessuna traccia di ricina”: il veleno ha ucciso moglie e figlia all’antivigilia di Natale

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02.04.2026

Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, uccise con il veleno, accanto al marito e padre e alla figlia maggiore

Articolo: Antonella e la figlia Sara uccise alla cena di Natale in famiglia con il veleno delle spie. “Duplice omicidio premeditato”

Articolo: Sara Di Vita e la mamma Antonella Di Ielsi avvelenate con la ricina. “A Campobasso non fu intossicazione ma omicidio”

Articolo: Cos’è la ricina e come può aver ucciso madre e figlia a Campobasso: i sintomi, l’assenza di antidoto e ‘Breaking Bad’

Campobasso – “Attenzione: nei corpi delle due donne possono esserci tracce di una sostanza potenzialmente velenosa”. Questo è “l’alert verbale” del centro antiveleni di Pavia ricevuto dalla procura di Campobasso, che ha spinto a trasferire l’indagine a Larino. Lo ha raccontato al Corriere della Sera Elvira Antonelli, la magistrata che dirige l’ufficio della pubblica accusa del comune di ottomila abitanti. Quella sostanza è la ricina, sostanza che si ricava dal seme di una pianta ornamentale e usata per eliminare dissidenti e oppositori dai servizi segreti dell’Est, ma anche nella serie Breaking Bad.

Cos’è la ricina e come può aver ucciso madre e figlia a Campobasso: i sintomi, l’assenza di antidoto e ‘Breaking Bad’

Anche se Antonelli non l’ha confermato, l’indagine sulla morte di Antonella Di Ielsi, 50 anni, e della figlia Sara, 15, rispettivamente lo scorso 27 e 28 dicembre, nel frattempo si è trasformata da omicidio colposo a volontario. Intanto il medico legale Pia Benedetta De Luca, che ha effettuato le autopsie sulle due donne morte a Pietracatella dopo Natale, ha chiesto un mese di proroga per la consegna ufficiale della relazione sugli esiti, che quindi slitta a fine aprile. Il termine di 90 giorni era scaduto nei giorni scorsi: gli esami autoptici erano stati effettuati all’ospedale Cardarelli di Campobasso il 31 dicembre 2025. Lo slittamento è dovuto proprio alla mancanza dei risultati definitivi delle analisi effettuate dai diversi laboratori sui campioni prelevati.

Antonella e la figlia Sara uccise alla cena di Natale in famiglia con il veleno delle spie. “Duplice omicidio premeditato”

Proprio al pronto soccorso del Cardarelli Antonella e la figlia Sara si erano rivolte più volte tra il 24 e il 26 dicembre dicendo di accusare dei malori. Le due erano state inizialmente dimesse e ricoverate soltanto dopo essere tornate varie volte all’ospedale. Poi sono morte a poche ore di distanza l’una dall’altra. Il marito Gianni Di Vita, di professione commercialista ed ex sindaco di Pietracatella, era stato ricoverato negli stessi giorni ma si era poi ristabilito.

La figlia maggiore Alice non era invece presente alla cena familiare e non aveva manifestato sintomi. Poco prima di Capodanno la procura di Campobasso ha iscritto nel registro degli indagati cinque medici del nosocomio con l’accusa di omicidio colposo, lesioni personali colpose e responsabilità sanitaria, in relazione alla gestione clinica dei primi accessi in ospedale.

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Le analisi effettuate all’istituto Spallanzani di Roma dove era ricoverato Gianni Di Vita invece non hanno rilevato tracce di ricina. Anche se la sostanza non è stata nemmeno cercata dagli specialisti in malattie infettive. La procura ha disposto nuove analisi del sangue sul campione prelevatogli al centro di Pavia. E anche sui resti del cibo, che prima non erano stati controllati. Per ora nessuno è stato iscritto nel registro degli indagati.

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