Povero Inno di Mameli, senza pace dal 1847. Prima popolare, poi sostituito, a lungo provvisorio. E ora ‘tagliato'
Roma, 24 dicembre 2025 – Lasciate stare Mameli. Mai un Inno nazionale ha avuto tante traversie come il nostro, a parte forse quello tedesco, parole di Hoffman von Fallesleben, musica di Haydn, di cui attualmente si canta soltanto la terza strofa perché le precedenti possono indurre a reminiscenze inquietanti.
Ma anche per “Il canto degli Italiani” non c’è pace. Riferisce Il fatto quotidiano che una circolare dello Stato maggiore della Difesa ordina che non si canti più il “Sì!” finale dell’ultima strofa, dopo “L’Italia chiamò!”. In effetti, di questo “Sì!” non c’è traccia nel testo di Goffredo Mameli; c’è, invece, nello spartito di Michele Novaro. Nulla di strano: dovessimo contare i “sì” e i “no” e le esclamazioni e interiezioni che si sentono nelle opere di Verdi senza che ce ne sia traccia nei relativi libretti, staremmo qui fino a dopodomani.
Stupisce semmai che faccia della filologia musicale la Difesa,........
