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Nucleare, ecco chi già li usa e come funzionano i piccoli reattori (che la sinistra non vuole)

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08.06.2026

Mentre in Italia si discute del ritorno al nucleare, i mini reattori modulari sono già una realtà in varie parti del mondo. Cosa sono e perché fanno discutere

Da quando la Camera dei deputati ha approvato la legge delega sulla possibile ripresa di produzione di energia da fonte nucleare su suolo italiano, dando vita a un provvedimento che ora passerà al Senato, si fa un gran parlare di piccoli reattori modulari (Smr). Secondo l’opposizione non esisterebbero, non sarebbero disponibili sul mercato commerciale e non risolverebbero il problema.

Cerchiamo di fare chiarezza: si chiamano «piccoli» perché per dimensioni ed energia prodotta costituiscono una frazione di ciò che intendiamo per centrale nucleare, anche se sono a tutti gli effetti delle mini-centrali. Sono stati inventati nel settore militare più di sessant’anni fa, per fornire energia a portaerei e sommergibili, si sono evoluti e oggi vengono installati in moduli prefabbricati – da qui modulari, più elementi corrispondono a più energia fornita – dopo essere stati trasportati direttamente sul posto riducendo molto i tempi, la complessità e i costi di costruzione. Occupano quindi meno spazio rispetto alle centrali nucleari tradizionali e vengono installati in dimensioni tali da soddisfare la domanda di energia, potendo anche essere ingranditi quando serve.

La storia dei piccoli reattori modulari

Dunque, sebbene gli Smr siano spesso presentati come una novità, la loro storia comincia agli albori dell’era atomica. Già negli anni Cinquanta, l’esercito statunitense........

© Panorama