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Quell’area rossa contro i fermi preventivi

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14.02.2026

Gli scontri di Torino riaccendono lo scontro politico e culturale: nel mirino la lettura che attribuisce allo Stato un disegno repressivo, mentre il governo punta sui fermi preventivi per contrastare le violenze nei cortei. Sullo sfondo il paragone con gli anni Settanta e il tema dell’“area grigia” che giustifica gli estremisti.

Lo ammetto: l’articolo di Concita De Gregorio sugli scontri di Torino mi era sfuggito. Un collega ha provveduto a segnalarmelo e così sono andato a sfogliarmi Repubblica. È stata una lettura istruttiva, perché in poche righe l’ex direttrice dell’Unità ha condensato tutto il luogo comunismo dei cosiddetti radical chic, riuscendo perfino a riesumare la strategia della tensione e ad accostare la guerriglia sotto la Mole ai fatti di Minneapolis.

Un delirio di banalità, ma soprattutto un chiaro rovesciamento dei ruoli, dove la responsabilità di quanto è accaduto al corteo di protesta per lo sgombero di un centro sociale viene ribaltata. La colpa non è più di chi scatena le violenze, ma di chi non riesce a evitarle. «A chi giova, a chi conviene che un poliziotto sia aggredito? Alla causa dei........

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