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Garlasco, due nuove consulenze su Sempio: cosa cerca la Procura nel Dna e nell’impronta

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30.08.2026

Nuovi accertamenti sul Dna sotto le unghie di Chiara Poggi e sull’impronta della scarpa a pallini: la Procura prepara la decisione su Sempio

Il caso di Garlasco entra nel suo mese decisivo passando ancora una volta dal laboratorio, perché prima di decidere se chiedere il rinvio a giudizio di Andrea Sempio la Procura di Pavia ha disposto due nuove consulenze integrative sui punti più delicati e contestati dell’intera ricostruzione accusatoria: il Dna trovato sotto le unghie di Chiara Poggi e la compatibilità tra il piede dell’indagato e l’impronta lasciata nella villetta di via Pascoli da una scarpa con la suola a pallini.

Non si tratta di una riapertura formale delle indagini, né della scoperta improvvisa di un nuovo reperto, ma di un supplemento di verifiche disposto dopo le consulenze depositate dalla difesa di Sempio, che ha tentato di smontare proprio gli elementi scientifici sui quali la Procura ha costruito una parte importante della propria ipotesi. Gli accertamenti dovranno concludersi prima del 28 settembre, termine indicato per la scadenza delle indagini preliminari, e accompagneranno la relazione psichiatrica già affidata al professor Roberto Catanesi. ANSA

Il Dna sotto le unghie di Chiara Poggi

Il primo incarico è stato affidato al genetista Carlo Previderè e riguarda il materiale genetico recuperato sotto le unghie di Chiara Poggi, una traccia diventata centrale nella nuova inchiesta ma ancora circondata da questioni tecniche che potrebbero determinarne il valore davanti a un giudice.

Le analisi della genetista Denise Albani avevano evidenziato una compatibilità tra il profilo genetico maschile emerso dai reperti e la linea paterna della famiglia Sempio, con dodici marcatori leggibili su sedici, ma il campione è stato descritto come parziale, misto e degradato, condizioni che impongono particolare cautela nell’attribuzione e soprattutto nella ricostruzione del momento e delle modalità con cui quel materiale sarebbe finito sotto le unghie della vittima.

La compatibilità genetica, infatti, non equivale automaticamente a un’identificazione individuale e non permette da sola di stabilire se il Dna sia stato depositato durante........

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