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La rotta segreta dal Bangladesh all’Italia e perché superano i flussi dal Nord Africa

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21.05.2026

Nel 2025 i bengalesi rappresentano il 31% degli ingressi illeciti via mare. Il report che ribalta le credenze comuni sugli sbarchi in Italia.

C’è un grande equivoco quando si parla degli sbarchi di irregolari nel nostro Paese. Si pensa spesso che la gran parte di essi siano originari del Nord Africa o del Medio Oriente. Ma la verità è un’altra: il maggior numero di ingressi arriva da nazioni asiatiche. Una in testa: il Bangladesh. Basta leggere i dati raccolti dal Mixed Migration Centre per rendersene conto: 15.228 nel 2022; 12.774 nel 2023; 14 mila nel 2024: circa 20 mila nel 2025, il 31% di tutti gli ingressi illeciti via mare in Italia. Già, perché i bengalesi, prima di arrivare sullo Stivale, passano dalla Libia.

Stando al report, molti di loro arrivano legalmente nel Paese che fu retto da Muammar Gheddafi, atterrando principalmente a Bengasi. Trovare un motivo per raggiungere il Nord Africa non è poi così difficile. Basta un permesso di lavoro o accampare qualche scusa legata al turismo. Giunti qui, poi, i bengalesi incontrano i trafficanti, con i quali avevano già preso accordi in precedenza. Si spostano così verso Ovest – nelle vicinanze di Zawiya, Sabratha e Tripoli – da cui partono le imbarcazioni dirette verso le nostre coste. Notoriamente, il migrante parte da solo portandosi con sé le aspettative della famiglia d’origine, che lo aiuta a pagare le spese del viaggio (dai 6 ai 10 mila dollari), distribuite a una catena di intermediari che si trovano tanto nei piccoli villaggi bengalesi quanto nelle principali città costiere libiche.

La rotta segreta dal Bangladesh all’Italia e il peso degli sbarchi asiatici

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