Addio orgoglio popolare, c’è quello gay
La Schlein cavalca la tragedia in Toscana per rilanciare la legge Zan. Sventolare il drappo arcobaleno fa comodo per non parlare dei problemi della gente
Bisogna essere zen, qui ritorna Zan. Ve lo ricordate il disegno di legge del deputato padovano che, con il pretesto di lottare contro l’omotransfobia, voleva ghigliottinare le idee non allineate al verbo del Gay Pride? Ecco: per fortuna quel provvedimento era stato cestinato. Ma, attenti, ora sta tornando. L’ha rilanciato infatti, al centro della scena politica, e con una certa prepotenza, niente meno che la segretaria del Pd, Elly Schlein. La quale ha approfittato proprio del Gay Pride per salire su un carro e urlarlo chiaro e tondo: «Ci vuole la legge Zan», ha detto. E, di grazia, da dove nasce questa esigenza così pressante, quest’urgenza irrimandabile, questa necessità impetuosa? Ovvio: dalla cronaca. Anzi, peggio: dalla cronaca nera. Cioè dall’omicidio di un ragazzo da parte del suo papà. Lo avrete sicuramente sentito: è successo a Pieve di Camaiore, in Toscana. Ma siccome il ragazzo era gay, l’omicidio è stato subito proiettato lassù in alto, nell’orbita del pianeta Lgbtq .
Ora: ricordate quante volte........
