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Ulisse, le Sirene e il Cavallo di Troia: tutto quello che ricordiamo (male) dell’Odissea

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30.07.2026

Un’indagine rivela gli errori più diffusi sull’Odissea: dalle Sirene con la coda di pesce a Virgilio indicato come autore. Ecco cosa racconta davvero Omero

Tutti conoscono l’Odissea, almeno fino al momento in cui qualcuno comincia a fare domande. Ulisse è l’uomo che viaggia, Penelope la donna che aspetta, Polifemo il gigante con un solo occhio, le Sirene le bellissime creature con la coda di pesce e il Cavallo di Troia il grande inganno raccontato da Omero. Sono immagini così radicate nella memoria collettiva da sembrare inseparabili dal poema, eppure basta riaprire il testo per accorgersi che alcune non vi compaiono affatto, altre sono state profondamente modificate e altre ancora appartengono a opere scritte molti secoli dopo.

Il nuovo interesse è stato alimentato dall’Odissea di Christopher Nolan, arrivata nelle sale italiane il 16 luglio 2026 e diventata immediatamente un fenomeno cinematografico mondiale. Il film ha esordito con 263,8 milioni di dollari a livello globale, segnando il migliore debutto della carriera del regista e trasformando nuovamente il viaggio di Ulisse in un racconto di massa, capace di uscire dalle aule scolastiche per occupare sale IMAX, social network e conversazioni quotidiane.

È dentro questo rinnovato entusiasmo che si inserisce l’analisi realizzata da Libreriamo, media digitale dedicato ai consumatori di cultura, attraverso la metodologia SWOA, Web Opinion Analysis. Sono state esaminate circa 1.500 conversazioni spontanee pubblicate su social network, forum, blog e community online, dalle quali emergerebbe una familiarità molto fragile con il mondo omerico: il 91 per cento delle conversazioni associa le Sirene alle donne con la coda di pesce, il 79 per cento considera Ulisse un esploratore mosso soprattutto dalla curiosità, il 76 per cento colloca il Cavallo di Troia al centro dell’Iliade o dell’Odissea e il 52 per cento attribuisce addirittura il poema a Virgilio.

I numeri sono suggestivi, anche se devono essere interpretati per ciò che realmente rappresentano. Non si tratta infatti di un sondaggio campionario sottoposto a un gruppo statisticamente rappresentativo della popolazione italiana, bensì di un’analisi di conversazioni online; le percentuali descrivono quindi il materiale osservato da Libreriamo e non consentono, da sole, di stabilire con precisione quanti italiani conoscano davvero l’Odissea. Il fenomeno culturale rimane tuttavia evidente, perché gli equivoci individuati corrispondono a immagini diffusissime, sedimentate attraverso la scuola, le riscritture letterarie, l’arte, il cinema, la pubblicità e l’intrattenimento per l’infanzia.

Le Sirene che Omero non descrive

L’errore più comune riguarda le Sirene, immaginate quasi universalmente come donne bellissime che emergono dal mare mostrando una lunga coda ricoperta di squame. È l’immagine resa popolare dalle fiabe nordiche, dalla Sirenetta di Hans Christian Andersen e, più tardi, dalla versione animata della Disney, ma non è quella che dominava il mondo greco arcaico.

La precisazione richiede però una cautela che manca nella nota di Libreriamo. Non è esatto affermare semplicemente che «le Sirene di Omero sono metà donne e metà uccelli», perché nel dodicesimo libro dell’Odissea il poeta non ne descrive affatto il corpo. Circe racconta che sono due, che siedono in un prato circondate dalle ossa degli uomini morti e che possiedono una voce capace di promettere una conoscenza assoluta; nulla viene detto, invece, sulla presenza di ali, zampe, piume o code.

Sono soprattutto l’iconografia greca e le tradizioni successive a rappresentarle come creature con il volto o il busto di donna e il corpo di uccello. Solo attraverso una metamorfosi durata secoli, già iniziata nel mondo romano e consolidata durante il Medioevo, le antiche donne-uccello sono scese simbolicamente dal cielo al mare, perdendo le ali e acquistando la coda di pesce con cui........

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