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Morbillo, il virus torna a circolare in Italia: aumentano i casi, ma chi rischia davvero?

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25.09.2026

Il morbillo torna a circolare in Italia e colpisce anche gli adulti. Ecco quali sono i sintomi, le complicanze, chi è più esposto e quando verificare il proprio stato vaccinale

Per anni siamo stati abituati a considerarlo una malattia dei bambini, una di quelle infezioni che appartenevano al passato e che, grazie alle vaccinazioni, sembravano destinate a scomparire definitivamente dalle nostre vite. Eppure il morbillo continua a circolare in Italia e, soprattutto, a colpire persone che hanno ormai superato da tempo l’età infantile, trasformando quella che nell’immaginario collettivo rimane una malattia caratterizzata da febbre e macchie rosse sulla pelle in un problema di salute pubblica che riguarda anche gli adulti, le famiglie e chi lavora negli ospedali.

A riaccendere l’attenzione è stato il bollettino dell’Istituto superiore di sanità relativo a gennaio 2026, quando in Italia sono stati segnalati 84 casi di morbillo, dopo un biennio già caratterizzato da un’elevata circolazione del virus, con 1.055 casi nel 2024 e 532 nel 2025. Il dato che merita maggiore attenzione, tuttavia, non riguarda soltanto il numero dei contagi, ma l’età delle persone coinvolte e le conseguenze della malattia: l’età mediana dei pazienti è di 28 anni e più di uno su tre ha sviluppato almeno una complicanza, a dimostrazione del fatto che il morbillo non può essere considerato un’infezione innocua dalla quale preoccuparsi esclusivamente quando si hanno figli piccoli.

Non soltanto bambini: chi rischia di ammalarsi di morbillo

Il dato sull’età dei contagiati racconta una realtà che non dovrebbe essere sottovalutata, perché il morbillo continua a essere associato soprattutto all’infanzia, mentre i numeri dell’ISS mostrano una situazione decisamente più complessa: nel gennaio 2026, il 57,1% dei casi segnalati ha riguardato persone tra i 15 e i 39 anni, alle quali si aggiunge un ulteriore 10,7% di pazienti con almeno 40 anni. In altre parole, quasi sette contagiati su dieci avevano almeno 15 anni, anche se l’incidenza più elevata è stata registrata nella fascia tra zero e quattro anni, particolarmente vulnerabile alle conseguenze dell’infezione.

È proprio questa distribuzione a rendere il morbillo un problema che riguarda una platea molto più ampia rispetto a quella dei genitori con bambini piccoli, soprattutto perché tra gli adulti possono esserci persone che non hanno mai ricevuto il vaccino, che hanno completato soltanto parzialmente il ciclo vaccinale oppure che non ricordano se abbiano contratto la malattia durante l’infanzia.

Il rischio di ammalarsi riguarda chi non è immune al virus, indipendentemente dall’età, mentre quello di sviluppare complicanze è particolarmente elevato nei bambini sotto i........

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