La Cina segreta è sul mare: 7 luoghi tra isole vulcaniche, spiagge luminose e villaggi di pescatori
Dalle distese di marea di Xiapu alle “lacrime blu” di Pingtan, fino alle onde di Hainan e ai paesaggi vulcanici di Weizhou: un viaggio lungo le coste cinesi, lontano dagli itinerari classici tra Pechino, Shanghai e la Grande Muraglia
Quando si immagina un viaggio in Cina, il mare difficilmente è la prima cosa che viene in mente. Prima arrivano la Città Proibita, i grattacieli di Shanghai, i guerrieri di terracotta, le montagne di Zhangjiajie e le risaie che sembrano disegnate sui fianchi delle colline.
Eppure esiste un’altra Cina, distesa lungo circa 18 mila chilometri di costa continentale. È un Paese di arcipelaghi, distese di marea, fari, spiagge tropicali, porti e villaggi nei quali l’acquacoltura continua a modellare il paesaggio. Un universo marittimo che sta conquistando sempre più viaggiatori: nei primi tre mesi del 2026 il traffico passeggeri via mare è cresciuto del 6,3 per cento e il movimento complessivo dei passeggeri dell’11,6 per cento. Fujian e Hainan, due delle regioni costiere più interessanti, hanno registrato aumenti a doppia cifra negli arrivi turistici e nelle entrate del settore.
Seguire il mare permette di scoprire una Cina molto diversa da quella delle grandi metropoli. Il ritmo rallenta, i treni ad alta velocità lasciano il posto ai traghetti e l’orizzonte si riempie di barche, allevamenti di alghe e turbine eoliche.
Non si tratta di costruire un unico itinerario lungo migliaia di chilometri, ma di aggiungere una deviazione costiera ai percorsi più classici: da Shanghai verso l’arcipelago di Zhoushan, da Fuzhou verso Pingtan, da Xiamen verso Dongshan oppure da Hainan alle baie del surf.
Xiapu, dove il mare diventa un’opera astratta
A Xiapu, nella provincia del Fujian, il paesaggio cambia continuamente insieme alla marea. Quando l’acqua si ritira, lascia emergere lingue di fango, canali sinuosi e migliaia di pali di bambù utilizzati per l’allevamento di alghe e molluschi. Al ritorno del mare, le stesse strutture si trasformano in linee geometriche che sembrano tracciate sull’acqua.
È uno dei luoghi più fotografati della Cina costiera, soprattutto all’alba e al tramonto, quando le barche attraversano lentamente gli impianti di acquacoltura e le superfici bagnate riflettono il cielo. Xiapu è caratterizzata da una costa frastagliata, atolli, scogli e grandi piane di marea, attorno alle quali si è sviluppata una nuova offerta di piccoli alberghi, strade panoramiche e punti di osservazione.
Le località più conosciute dagli appassionati di fotografia sono Dongbi, Huazhu e Sansha. Non bisogna però aspettarsi un paesaggio immobile o una spiaggia convenzionale. Qui tutto dipende dall’orario, dalla stagione, dalla nebbia e dal livello dell’acqua. Un punto panoramico visitato al mattino può apparire completamente diverso poche ore dopo.
Il mare non è soltanto uno sfondo. L’allevamento di alghe, cetrioli di mare e pesci sostiene ancora l’economia locale e rende il paesaggio produttivo parte integrante del viaggio. Nel 2023 il Fujian ha prodotto quasi 5,8 milioni di tonnellate attraverso la maricoltura, classificandosi al secondo posto in Cina.
Pingtan, l’isola delle case di pietra e delle “lacrime blu”
Più a sud si trova Pingtan, la maggiore isola del Fujian. Il vento è una presenza costante e accompagna quasi ogni immagine del luogo: turbine eoliche allineate........
