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Jeju, lo scandalo degli scomparsi si allarga: vivi registrati come morti, tra i casi anche minori

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03.09.2026

Si allarga lo scandalo degli scomparsi dell’isola sudcoreana: 25 nuovi fascicoli sospetti, persone vive registrate come morte e casi che coinvolgono anche minori

Nel sistema della polizia risultavano morti, anche se nella realtà erano vivi, erano stati ritrovati e, almeno nel momento in cui le rispettive segnalazioni erano state chiuse, stavano bene. È probabilmente questo il particolare più sconcertante emerso dalla revisione dei 298 fascicoli gestiti dall’agente Boo, il poliziotto di Jeju finito al centro dello scandalo delle persone scomparse dopo il ritrovamento dei corpi di due adulti le cui ricerche erano state interrotte sulla base di informazioni risultate false.

Quella che inizialmente poteva apparire come la condotta gravissima di un singolo agente in due episodi circoscritti ha assunto, nell’arco di pochi giorni, dimensioni molto più ampie. L’esame dell’attività svolta da Boo durante il periodo trascorso nella squadra scomparsi della stazione di polizia di Jeju West ha infatti portato gli investigatori a individuare altri 25 fascicoli considerati sospetti o gestiti impropriamente: dieci riguardano persone la cui posizione e sicurezza non sarebbero state adeguatamente verificate prima della chiusura della segnalazione, mentre negli altri quindici le persone erano state effettivamente rintracciate, ma nel sistema della polizia sarebbero state inserite informazioni non corrispondenti alla realtà, comprese causali riconducibili alla morte, per eliminarne le schede.

Sommando queste nuove anomalie ai due casi dai quali era partita l’inchiesta, sono quindi 27 i fascicoli problematici individuati tra i 298 esaminati. Nessuna delle 25 persone interessate dalle nuove verifiche è morta: la polizia ha confermato che sono state tutte rintracciate e risultano vive e al sicuro. È proprio questa circostanza, tuttavia, a rendere particolarmente grave ciò che sarebbe avvenuto all’interno del sistema informatico utilizzato per gestire le persone scomparse.

Persone vive cancellate dal sistema come se fossero morte

Secondo quanto ricostruito dalla polizia di Jeju, nei quindici casi più singolari la posizione della persona scomparsa era stata effettivamente accertata, in alcuni casi grazie agli agenti delle stazioni locali, e non esisteva quindi più la necessità di proseguire materialmente le ricerche. Il problema sarebbe sorto nel momento della chiusura della pratica, quando Boo avrebbe inserito nel sistema nazionale di profiling informazioni non corrispondenti alla realtà, utilizzando anche causali riferite alla morte per consentire la cancellazione del nominativo.

Tra le motivazioni false riportate nei fascicoli comparirebbero formule riconducibili alla morte in incidente stradale e alla morte non naturale. Persone che erano vive e che la stessa polizia aveva già rintracciato finivano così per avere una storia amministrativa che non corrispondeva a quanto era realmente accaduto.

La differenza non è puramente burocratica. Il sistema........

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