Premio Strega 2026, la finale è una corsa a sei: Michele Mari davanti a tutti
Michele Mari guida la sestina del Premio Strega 2026. In finale Nucci, Pitzorno, Ciabatti, Pierantozzi e Rui: trame e voti.
L’ottantesima edizione del Premio Strega arriva alla finale con una particolarità che già racconta molto del momento editoriale italiano: non una cinquina, ma una sestina. Sei libri, sei autori, sei modi diversi di intendere il romanzo oggi. Dal gioco crudele sul tempo di Michele Mari alla biografia romanzata di Matteo Nucci, dalla voce potente di Bianca Pitzorno al confronto tossico e magnetico di Teresa Ciabatti con il male, fino alla discesa mentale di Alcide Pierantozzi e alle donne attorno ad Albert Camus raccontate da Elena Rui.
Il risultato della prima votazione è stato annunciato il 3 giugno dal Teatro Romano di Benevento. In testa c’è Michele Mari con I convitati di pietra (Einaudi), forte di 280 voti. Seguono Matteo Nucci con Platone. Una storia d’amore (Feltrinelli), 242 voti; Bianca Pitzorno con La sonnambula (Bompiani), 195 voti; Teresa Ciabatti con Donnaregina (Mondadori), 184 voti; Alcide Pierantozzi con Lo sbilico (Einaudi), 170 voti; ed Elena Rui con Vedove di Camus (L’orma), 163 voti.
La finale sarà a sei perché il regolamento del Premio prevede che, se tra i primi cinque non compare un libro pubblicato da un editore medio-piccolo, acceda alla seconda votazione anche il titolo meglio piazzato di quell’area editoriale. È così che Vedove di Camus entra in finale e allarga il campo.
Michele Mari, il favorito con I convitati di pietra
Il romanzo di Michele Mari parte da una classe, la III A, e da un patto siglato dopo l’esame di maturità. Un accordo nato quasi per scherzo, destinato a........
