menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Natura «robotica»: il progetto delle piante che producono energia come pannelli solari (e mangiano lo smog)

17 0
28.03.2026

Dalle radici ai polimeri: ecco come la ricerca italiana trasforma gli alberi in dispositivi bioibridi capaci di generare energia e abbattere la CO2.

In principio era l’albero, simbolo immutabile di natura, radicato nel tempo e nel ciclo della vita. Oggi, è divenuto qualcosa di più di un organismo naturale. Almeno nei laboratori, le piante stanno cambiando identità e funzione divenendo qualcosa di diverso – esseri viventi trasformati in piattaforme tecnologiche.

Le chiamano piante bioibride: organismi che combinano elementi biologici, quelli della stessa pianta, con componenti tecnologici quali, per esempio, nanoparticelle. In questo modo, funzioni naturali come fotosintesi, crescita, sensibilità agli stimoli ambientali vengono potenziate da elementi ingegnerizzati, senza alcun intervento sul Dna. Non più quindi vegetazione “pura”, ma organismi a metà tra natura e tecnologia, nella cui linfa scorrono polimeri, nanoparticelle ingegnerizzate capaci di aumentare la fotosintesi.

Piante bioibride: la fotosintesi potenziata senza modifiche genetiche

Il passaggio concettuale è radicale: l’albero si avvia a non essere più soltanto un elemento del paesaggio, ma anche un dispositivo biologico avanzato, un’infrastruttura verde che lavora attivamente per produrre energia, catturare carbonio o monitorare l’ambiente. Dall’Europa agli Stati Uniti fino all’Asia, questa nuova disciplina del verde bioibrido si arricchisce di sempre nuovi risultati. E forse quello più eclatante arriva dall’Italia.

Un gruppo di studiosi guidati da Manuela Ciocca, ricercatrice di fisica sperimentale della facoltà di ingegneria della Libera università di Bolzano – in collaborazione con la facoltà di Scienze agrarie, il gruppo di ricerca Prime, la Fondazione Bruno Kessler, l’Eurac Research, il Ludwig-Maximilians-Universität di Monaco, l’Istituto dei materiali per l’elettronica e il magnetismo (Imem), il Cnr ed Elettra Sincrotrone Trieste – è riuscito a creare la prima pianta completamente bioibrida con una accresciuta capacità di fotosintetizzare.

«Abbiamo lavorato su piante di Arabidopsis thaliana, una specie modello molto........

© Panorama